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Dopo mesi la svolta: sì all'uso delle armi in Africa

Antipirateria, Ue: i militari potranno sparare a bersagli sospetti


Antipirateria, Ue: i militari potranno sparare a bersagli sospetti
23/03/2012, 20:03

Sì all'uso delle armi contro i bersagli sospetti in mare o a terra. L'Unione europea prolunga di almeno due anni la missione antipirateria Atalanta, estendendo anche la zona di operazioni alla costa somala e alle acque interne del Corno d'Africa, ed autorizza le navi da guerra o gli elicotteri a sparare contro bersagli sospetti in acqua o a terra. Non solo nell'Oceano indiano: la svolta è arrivata oggi dal Ministero degli Esteri che, alla fine di un lungo e sofferto tavolo durato mesi, ha dato il via libera alle azioni armate contro i natanti sospetti.  La decisione dei ministri degli Esteri dell'Ue segna un importante cambiamento di strategia, visto che finora la missione era incentrata sugli sforzi volti a fermare i pirati nel mare. I ministri non hanno precisato cosa intendano con “territorio del litorale e le acque interne”, ma alcuni funzionari del blocco a 27 hanno spiegato che le nuove tattiche comprenderanno l'uso di navi da guerra o elicotteri per prendere di mira le barche di pirati ormeggiate lungo la costa e i veicoli usati da bucanieri.
L'operazione Atalanta, lanciata nel 2008, è stata estesa almeno fino alla fine del 2014. In un comunicato i ministri degli Esteri dell'Ue hanno riferito che il governo di transizione somalo ha accettato l'offerta di Bruxelles. La forza dell'Ue è responsabile per la protezione delle navi del Programma alimentare mondiale che trasportano aiuti alimentari in Somalia e delle imbarcazioni di sostegno logistico delle truppe dell'Unione africana. Monitora inoltre le attività di pesca al largo delle coste della Somalia.
“La decisione di oggi - si legge nella nota - permetterà alle forze dell'operazione Atalanta di lavorare direttamente con il governo federale di transizione e con altri enti somali per sostenere la loro lotta alla pirateria nelle zone del litorale”. “L'estensione del mandato fino alle fine del 2014 conferma l'impegno dell'Ue a combattere la pirateria al largo del Corno d'Africa”, ha dichiarato l'ammiraglio Duncan Potts, comandante dell'operazione. “La pirateria - ha aggiunto - ha causato così tanta sofferenza al popolo somalo e a equipaggi delle navi che transitano nell'area, ed è giusto che continuiamo con i nostri sforzi”. Negli ultimi 12 mesi gli attacchi di pirati a navi internazionali nell'oceano Indiano e nel mar Rosso sono diminuiti. Nel primo trimestre del 2011 i pirati hanno catturato 19 navi, mentre da aprile fino a dicembre dell'anno scorso hanno preso soltanto sei imbarcazioni. Questa tendenza, spiegano le autorità, continua anche quest'anno. L'Ue mantiene da cinque a dieci navi da guerra al largo delle coste del Corno d'Africa. La Nato ha una flotta simile, nota come Ocean Shield, e altri Paesi hanno inviato navi per pattugliare la regione. Un ufficiale ha detto oggi che l'Alleanza sta rivalutando le regole del proprio coinvolgimento e sta “pensando di consolidarlo". Ma, ha aggiunto, "azioni a terra non fanno parte di questo rafforzamento”. L'ufficiale ha parlato a condizione di anonimato in linea con le regole della Nato.

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di daga
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