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La Spagna: "Tornerete ad essere dei paria nel mondo"

Argentina: la presidente Kirchner nazionalizza la filiale della spagnola Repsol


Argentina: la presidente Kirchner nazionalizza la filiale della spagnola Repsol
17/04/2012, 18:04

BUENOS AIRES (ARGENTINA) - Se ne parlava da tempo, ma il decreto, con cui la presidente argentina Cristina Kirchner ha deciso di nazionalizzare la filiale nazionale della società petrolifera spagnola Repsol, è piombato come un fulmine a ciel sereno. Una decisione che colpisce gravemente la società, proprio in un momento in cui la Spagna ha grossi problemi economici e lo spread dei suoi titoli, rispetto a quelli tedeschi, supera i 450 punti.
La decisione della Kirchner ha basi politiche, ma anche economiche: in particolare, il fatto che l'anno scorso l'Argentina ha comprato gas e petrolio dall'estero per 10 miliardi di dollari, una cifra notevole per la debole economia nazionale. Inoltre pare sia stato scoperto un nuovo giacimento di notevole dimensioni (oltre 3000 miliardi di litri di petrolio) alla base delle Ande, in una zona chiamata Vaca Muerta. Ed è chiaro che il governo non intende lasciarla a privati.
La nuova proprietà della YPF-Repsol (la Repsol comprò la YPF nel 1998 per 13 miliardi di dollari) è ora divisa così: il 51% è di proprietà del governo, mentre il 49% è dei governatori delle regioni dove c'è perolio.
La reazione della Spagna è stata molto dura: ha minacciato sanzioni contro l'Argentina e l'ha minacciata che, agendo così, rischia di diventare nuovamente un paria sulla scena internazione, come lo era negli anni '90, quando andò in default e rifiutò di pagare i titoli di Stato emessi.

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di Antonio Rispoli
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