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E’ stata liberata anche la petroliera Sea Princess II

Arrembaggio alla Melody, il capo dei pirati: "Occasione persa"


Arrembaggio alla Melody, il capo dei pirati: 'Occasione persa'
27/04/2009, 17:04

Pare molto rammaricato Mohammes Muse, il leader dei pirati che nei giorni scorsi ha guidato l’assalto alla nave da crociera Msc Melody. Parla di “uno sfortunato tentativo”, una occasione persa che avrebbe costituito un importante saltò di qualità negli arrembaggi: la nave, con a bordo 1500 persone, grazie al personale di sicurezza israeliano ed alle manovre del capitano Ciro Pinto (nella foto), era riuscita a respingere gli assalti e poi a seminare la piccola e veloce imbarcazione dei pirati. “Purtroppo, per ragioni tecniche non siamo riusciti a prendere la nave”, spiega ancora Muse in una breve intervista telefonica con la France Presse, dal rifugio pirata a Ely, circa 800 km a nord di Mogadiscio.

IL ‘COLPACCIO’ “Sapevamo bene che la cattura di una imbarcazione così grande avrebbe rappresentato una nuova tappa per la pirateria al largo delle coste somale. Ma sfortunatamente loro hanno utilizzato delle buone tecniche e non siamo potuti montare a bordo”, ha commentato ancora Muse, aggiungendo che “non era la prima volta che attaccavamo questo tipo di nave e (ieri notte, ndr) eravamo quasi riusciti a catturarla. L’abbiamo tempestata di proiettili”.

In effetti i pirati hanno assaltato la nave da crociera a colpi di Kalashnikov, fortunatamente senza colpire nessuna delle persone a bordo. I danni riportato sono lievi: alcuni buchi sullo scafo, qualche vetrata rotta, una scialuppa di salvataggio colpita. Probabilmente i pirati avevano tentato il passo più lungo della gamba: hanno dovuto fare i conti con il personale della sicurezza, altamente addestrato, con le armi, con gli idranti e con la murata dello scafo che si erge a decine di metri dall’acqua. “L’imbarcazione era troppo imponente, - ammette il loro capo, - e nell’assalto era coinvolta solo una decina di pirati. Abbiamo dovuto finalmente desistere dopo 30 minuti”.

LA CONTROFFENSIVA A bordo della nave Msc Melody ci sono circa 1500 persone, tra 991 passeggeri e 536 membri dell’equipaggio; in totale ci sono 134 italiani, 39 dei quali turisti. La nave è stata assaltata a 180 miglia a nord di Port Victoria, capitale dell’arcipelago delle Seychelles.Il capitano della nave, Ciro Pinto, cinquanta anni, ha guidato il suo equipaggio con sangue freddo notevole. Trent’anni di navigazione alle spalle ed una lunga carriera al vertice di navi mercantili, Pinto già in passato si trovò ad affrontare i pirati: in un occasione ne dovette fronteggiare uno ‘vecchio stile’, che tentò l’arrembaggio alla sua nave armato di scimitarra.

“Io stavo giù, - ha riferito, - quando ho visto alcuni passeggeri agitarsi ho intuito che stava succedendo qualcosa di anomalo. Navigando nella zona potevamo aspettarci qualche sorpresa, ma non in quel punto. Mi sono precipitato sul ponte comando, dove c'è la cassaforte, abbiamo consegnato le pistole al personale addetto alla sicurezza, abbiamo spento tutte le luci della nave, l’equipaggio ha accompagnato i passeggeri nelle cabine, invitandoli a non uscire per nessun motivo, in attesa di mie comunicazioni”.

I pirati aprivano il fuoco per intimidire l’equipaggio, sperando in una resa. “Loro – riprende il comandante della Melody - non lo sapevano, ma noi, al buio, avevamo già preso posizione. Quando si sono avvicinati, in contemporanea abbiamo aperto una pompa anti incendio a distanza: le manichette erano già predisposte e gli idranti, appena aperti, hanno inondato di acqua salata la ringhiera, dove loro avevano appoggiato una scala di metallo e stavano salendo”. Quindi è scattata la controffensiva: “I nostri uomini – spiega ancora Ciro Pinto - hanno cominciato a sparare, i pirati si sono fermati, hanno capito che doveva desistere. Sono risaliti sul gommone e si sono allontanati. Hanno sparato per altri dieci minuti, poi non li abbiamo più visti”.

E’ stata intanto liberata la petroliera Sea Princess II, della compagnia di Mumbai Seaprime Marine Management, sequestrata dai pirati quattro mesi fa nel Golfo di Aden. L’amministratore delegato Deepak Bhandari, nel diffondere la notizia, ha aggiunto che ieri i corsari hanno permesso alla nave di dirigersi verso Bosasso per attraccare. L’equipaggio della petroliera è sano e salvo. Non è stato confermato se per la liberazione sia stato pagato un riscatto. Un’altra petroliera yemenita catturata ieri dai pirati è stata ripresa oggi dalle forze dell’ordine yemenite. Qana adesso è in rotta verso il porto di Mokalla, nel sud est del paese. Attualmente sono in mano ai pirati somali 16 imbarcazioni e 273 marinai, compresi i dieci che viaggiavano a bordo del mercantile Bucaneer.

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di Nico Falco
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