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Il presidente siriano: "Mai ordinato di sparare sui civili"

Assad parla alla nazione e accusa la Lega Araba

Le elezioni sono rinviate a metà maggio

Assad parla alla nazione e accusa la Lega Araba
10/01/2012, 12:01

DAMASCO - “I sabotatori in Siria hanno distrutto più di 900 scuole. Come possono essere considerati rivoluzionari queste persone senza onore, che distruggono i beni pubblici utilizzati dalla povera gente? Questa non è una rivoluzione, ma un attacco di sabotatori e traditori”. Con queste parole il presidente siriano Bashar al-Assad ha condannato con forza gli attacchi terroristici nel paese. Assad ha precisato che “nessuno ha mai ordinato di aprire il fuoco sui cittadini”. Nelle ultime ore, il bilancio dei morti è arrivato a nove persone uccise tra la regione di Idlib e quella di Homs.
Nell’aula magna dell’università di Damasco il presidente siriano ha ribadito che si lavora su due fronti: riforma politica e lotta al terrorismo. “Non si può legiferare sull’onda della crisi, altrimenti si legittima l’interferenza straniera”, Assad ha accusato la Lega Araba che “non è mai stata con noi e ha permesso la diffusione di notizie false sulle tv satellitari. Cosa ha fatto per la questione palestinese, per le ingerenze contro la Siria, per prevenire i massacri in Sudan o proteggere le vittime degli attentati in Iraq? La Lega Araba ha sospeso la sua stessa identità araba. Dovrebbe essere chiamata Lega Straniera”. Il presidente siriano è tornato a parlare degli attacchi in Siria e della crisi che ha colpito il paese dichiarando che i ribelli “se fossero davvero rivoluzionari, io e tutti voi saremmo scesi in strada per la rivoluzione. La crisi terminerà quando il popolo si riunificherà e quando scoprirà che ciò che sta facendo è un errore”.  Il presidente si è detto tranquillo per il futuro della nazione.
In diretta tv Assad ha rinviato di nuovo le elezioni, che non si terranno prima del mese di maggio. Non potranno essere indette per febbraio, perché a metà marzo ci sarà il referendum per l’approvazione della nuova costituzione e due mesi dopo le elezioni.

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di Emanuele De Lucia
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