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Terzi: "Propaganda assurda. Dovrebbe lasciare"

Assad torna a parlare in pubblico: "Combatteremo i ribelli"

Oggi sono rimaste uccise 24 persone

Assad torna a parlare in pubblico: 'Combatteremo i ribelli'
06/01/2013, 22:11

DAMASCO (SIRIA) - Sono rimaste uccise 24 persone nella giornata di oggi nel conflitto che insanguina la Siria. E' un bilancio dei comitati locali di coordinamento anti-regime. Tra le vittime, anche una donna e un bambino. La gran parte dei morti si registra ad Aleppo e nei dintorni. Parole dure da parte di Bashar al Assad, che è tornato a parlare in pubblico dallo scorso mese di giugno, per ribadire che il suo regime non ha alcuna intenzione di dialogare con i ribelli siriani, definiti "terroristi, fantocci creati dall'Occidente". Assad ha ribadito che si continuerà a "combattere" per difendere il Paese "in stato di guerra, dove non c'è più sicurezza". In giacca e cravatta ha parlato nel centro per la Cultura e le Arti di Damasco, dietro di lui la gigantografia della bandiera siriana con centinaia di volti incasellati.
Assad ha incitato la folla sostenendo che "i terroristi sono stranieri finanziati e armati dall'estero. Questi sono nemici del popolo e nemici di Dio. E i nemici di Dio finiranno all'inferno. Non negozieremo con chi usa la violenza e con quelli che sono dietro questi fantocci". Mentre ha attaccato l'Occidente, Assad ha voluto ringraziare Russia, Cina e Iran per il sostegno a Damasco, illustrando poi il piano di pace in tre fasi. La prima prevede un cessate il fuoco, "ma deve cessare il finanziamento e il rifornimento delle armi ai terroristi da parte dei Paesi stranieri". Nella seconda fase si aprirà un dialogo nazionale aperto a "partiti e individui che non hanno venduto il loro Paese agli stranieri" e verrà istituita una Conferenza che redigerà una nuova Costituzione da sottoporre a referendum e convocherà elezioni politiche". Terza fase, la formazione di un nuovo governo e l'avvio della riconciliazione nazionale che potrebbe prevedere un'amnistia.
"Assad ha fatto solo vuote promesse di riforma, non imbroglia nessuno" ha commentato a caldo il ministro degli Esteri britannico William Hague. Anche il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi ha parlato di "propaganda assurda, per il bene del suo popolo dovrebbe lasciare e fare spazio a una soluzione politica". Il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton ha detto: "Deve dimettersi per consentire una transizione politica". Ancora più duro è stato il commento del presidente egiziano Mohamed Morsi, che si è scagliato contro Assad chiedendo che sia giudicato per i crimini di guerra di cui si è macchiato nei 21 mesi da cui è iniziata la rivolta. Oltreoceano, il Dipartimento di Stato americano ha definito la soluzione politica proposta da Assad "sconnessa dalla realtà". "Il discorso di oggi - ha dichiarato la portavoce Victoria Nuland - è l'ennesimo tentativo del regime di rimanere attaccato al potere e non fa niente per portare il cammino del popolo siriano verso una transizione politica".

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di Emanuele De Lucia
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