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Scoppia il caso diplomatico

Assange, asilo politico in Ecuador. Ma Londra non ci sta

Il Ministro Patino: "Rischia la pena di morte negli USA"

Assange, asilo politico in Ecuador. Ma Londra non ci sta
16/08/2012, 18:02

QUITO (ECUADOR)  - L'Ecuador salva Julian Assange e gli concede asilo politico. Il fondatore di Wikileaks ha ottenuto la protezione del governo sudamericano ed evitato i processi di mezzo mondo. Ma la notizia, annunciata questa mattina dal ministro degli Esteri dell'Ecuador, Ricardo Patino, rischia di scatenare un vero e proprio caso diplomatico internazionale. Assange è stato accusato di spionaggio per aver reso di pubblico dominio oltre 251.000 documenti diplomatici statunitensi. Per questo reato il Tribunale di Stoccolma voleva estradarlo negli Stati Uniti, dove il reato di spionaggio può costare l'ergastolo e anche la pena di morte. Il 2 novembre 2011 l'Alta corte di Londra ha dato il via libera all'estradizione richiesta dalla Svezia.

"RISCHIA LA MORTE" - "E' in pericolo. Rischia la pena di morte negli Usa". Con queste parole il ministro degli Esteri, Ricardo Patino, ha confermato la volontà dell' Ecuador di concedere asilo politico a Julian Assange. "Se fosse estradato negli Usa, Assange non riceverebbe un processo equo e potrebbe essere giudicato da tribunali speciali o militari", ha detto il ministro.

"UNA VITTORIA STORICA" - L'hacker australiano, incassata la protezione del Governo ecuadoregno, ha esultato: "E' stata una vittoria storica, ma è solo l'inizio".  Poi una frecciata agli altri Paesi: "Non è stata la Gran Bretagna o il mio paese, l'Australia, che mi hanno difeso dalla persecuzione, ma una nazione latino-americana coraggiosa e indipendente".

FUMO DI LONDRA - Da Londra la notizia ha mandato su tutte le furie l'Alta Corte. Adesso c'è chi sostiene che si possa addirittura aprire lo scontro diplomatico, e che la Gran Bretagna abbia già minacciato di attaccare l'ambasciata dell'Ecuador nella capitale britannica e prendersi così il fondatore di Wikileaks. La Gran Bretagna non permetterà dunque che Assange lasci da uomo libero l'ambasciata. Nel frattempo non è andata bene neanche ai sostenitori di Assange che sfilavano questa mattina fuori la sede dell'ambasciata dell'Ecuador. Molti di loro sono stati caricati dalla polizia. 

LA REPLICA DALLA SVEZIA - "L'Ecuador ha inaccettabilmente bloccato il processo giudiziario svedese ed ha ostacolato la cooperazione giudiziaria europea". Queste invece le parole del portavoce del ministero degli esteri svedese, Anders Jorle.

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di Salvatore Formisano
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