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La memoria dei legali: Svezia ingenua, si fida degli Usa

"Assange rischia di finire a Guantanamo"


'Assange rischia di finire a Guantanamo'
11/01/2011, 18:01

NEW YORK – I legali di Wikileaks tracciano un quadro inedito sulla potenziale estradizione di Julian Assange, l’hacker in grado di far tremare i potenti della Terra detenuto in Svezia. Parlano di “rischio reale” che “gli Stati Uniti cerchino l'estradizione o la resa di Julian Assange” per sbatterlo in una delle prigioni di Guantanamo. Gli avvocati di Assange, nel capitolo intitolato “Diritti Umani” della memoria difensiva, citano precedenti che a loro avviso dimostrano “l'ingenuità della Svezia nel fidarsi di assicurazioni diplomatiche che le persone espulse non saranno maltrattate”. Tra i casi citati quello di Mohammed Alzery, espulso dalla Svezia in Egitto, una vicenda condannata dalla Commissione Onu per i diritti umani. Nella memoria difensiva si legge inoltre che, “in caso (Assange) venga trasferito negli Stati Uniti senza garanzie che non si procederà con la pena di morte, c'è il rischio reale che possa essere condannato”. Nel documento si citano in particolare due esponenti politici americani che hanno pubblicamente sostenuto la necessità di perseguire Assange come un terrorista. Si tratta di Sarah Palin e di Mick Huckabee, ex candidato alla nomination repubblicana per la Casa Bianca.
Intanto, i giudici inglesi hanno annunciato che la richiesta di estradizione presentata dalla Svezia - dove Assange deve rispondere dell'accusa di molestie sessuali -, sarà discussa il prossimo 7 e 8 febbraio. Il 39enne australiano è sempre più determinato a portare avanti la sua battaglia e ha annunciato l'imminente pubblicazione di nuovi file riservati della diplomazia americana. In un'intervista concessa alle emittenti francesi Europe 1 e France Info, Assange non ha però nascosto la sua preoccupazione per il continuo calo di donazioni al sito, dovuto al blocco dei suoi conti. “Perdiamo 500mila euro a settimana”, ha raccontato il fondatore di Wikileaks, che ha definito la sua situazione “orwelliana”.

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di Davide Gambardella
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