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Il Presidente francese:«Non possiamo abbandonare Atene»

Asse Sarkozy-Merkel per salvare la Grecia


Asse Sarkozy-Merkel per salvare la Grecia
10/02/2010, 21:02

PARIGI - La Francia e la Germania lanciano il salvagente alla Grecia che sta per annegare. I due Stati dell’Europa centrale intendono presentare domani prima del consiglio europeo di Bruxelles una serie di «proposte concrete» per evitare il fallimento della Grecia. Il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha dichiarato al quotidiano «Le Monde» che «Non possiamo abbandonare la Grecia».
In particolare, la Francia punterebbe ad un’azione comune insieme alla Germania in modo da permettere il salvataggio dello Stato ellenico, ma non esclude la possibilità che il problema sia spostato su tutti gli Stati membro. Una soluzione che però sembra improbabile perché tra i membri dell’Unione Europea ci sono anche la Spagna e il Portogallo i quali potrebbero necessitare di un aiuto, visto che non navigano in acque tranquille.
la questione del dissesto dei conti della penisola ellenica, e di possibili aiuti da parte di alcuni paesi - come Germania e Francia - o di tutta l’Ue, verrà esaminato dal vertice informale dei capi di stato e di governo dell'Unione convocato dal presidente Herman Van Rompuy.
Il Trattato Ue impedisce salvataggi finanziari attraverso la banca centrale dei paesi Eurozona e prevede interventi solo in casi eccezionali «che sfuggono al controllo dello stato membro». Tutto si può dire tranne che le autorità greche non abbiano responsabilità per quanto sta accadendo. Di che cosa potrà trattarsi non é chiaro. Circolano diverse ipotesi tra cui spicca l'assicurazione (pubblicamente espressa) che la Grecia sarà sostenuta se necessario al momento delle emissioni di titoli del debito pubblico per dare certezza al mercato che queste non saranno un salto nel vuoto. Si parla di non meglio specificati prestiti e garanzie di credito cui ricorrere in caso di stress sul mercato. Più a medio termine, é sempre attuale la possibilità di anticipare quanto spetta alla Grecia dei fondi europei e eventuali interventi della Bei, che però devono essere legati a progetti specifici.


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di Mario Aurilia
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