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Il vescovo di Tripoli: "Ho visto le salme"

Attaccate ambasciate, uccisi figlio e nipotini di Gheddafi

La Russia denuncia l'uso sproporzionato della forza

Attaccate ambasciate, uccisi figlio e nipotini di Gheddafi
02/05/2011, 13:05

TRIPOLI - Dopo che nella notte un raid aereo della Nato ha ucciso, secondo fonti del regime, uno dei figli di Muammar Gheddafi e tre suoi nipotini, sono state attaccate e danneggiate dalla folla alcune ambasciate occidentali, tra cui quella italiana e la sede dell'Onu a Tripoli. Alcuni ribelli di Bengasi esprimono però forti dubbi sulla notizia della morte del figlio e i nipotini di Gheddafi perchè uno dei membri del Consiglio di transizione sostiene che "non può essere verificata".
Invece il vescovo di Tripoli, mons. Martinelli dà conferma della morte del figlio minore del rais in quanto sostiene di aver visto le salme. Intanto la Russia ha denunciato "l'uso sproporzionato della forza" da parte delle forze di coalizione e sostiene che è obiettivo della Nato l'eliminazione di Gheddafi. Secondo quanto riportano le fonti locali, altri raid Nato hanno distrutto 45 veicoli delle truppe governative. Cinque civili sono stati uccisi da parte di queste truppe in combattimenti in due città della Cirenaica, Jalu e Awlijah, vicino ad Ajdabiya.
Nell'ovest della Libia sembra inoltre che si stiano concentrando i combattimenti tra insorti e forze pro-Gheddafi. Il porto di Misurata per gli sbarchi degli aiuti umanitari è operativo e sono in corso i controlli della Nato per verificare se nelle acque antistanti ci sia la presenza di mine.

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di Claudia Peruggini
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