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L’Amisom e l’Unione africana hanno respinto i ribelli

Attaccato il palazzo presidenziale


Attaccato il palazzo presidenziale
25/08/2010, 20:08

MOGADISCIO – Dopo l’attacco di ieri all’hotel di Mogadiscio, i ribelli islamici di al Shabaab secondo molti legati ad al Qaida, quest’oggi hanno cercato di fare irruzione nel palazzo presidenziale della città. Gli uomini, sono stati però prontamente fermati dalle forze di pace dell’Amisom, sostenute in prima linea dall’Unione africana, che per respingere l’attacco ha utilizzato anche numerosi carri armati. Secondo le prime testimonianze, i ribelli nei pressi di Villa Somalia hanno attaccato da più punti le truppe governative. Nell’escalation di violenza del gruppo legato ad al Qaida iniziata lunedì, hanno perso la vita più di 80 persone, bersaglio annunciato dagli insorti islamici il governo del paese.
Intanto il ministro dell’Informazione Abdirahman Yariisow, ha spiegato che: "L’attacco suicida di ieri era una sorta di rappresaglia per i miliziani che abbiamo ucciso o arrestato. – Ha poi aggiunto – Stiamo vincendo questa guerra".
La drammaticità della situazione è stata poi sottolineata anche dal direttore generale del Medina Hospital Mohammed Yusulf, che ha spiegato che dall’inizio degli scontri hanno ricevuto e curato più di 70 pazienti.
In queste ore è arrivato anche l’appello di Benedetto XVI, che al termine dell’udienza generale di Castel Gandolfo, ha sottolineato l’importanza del rispetto della vita e dei diritti umani, ed ha poi continuato dicendo: "Il mio pensiero va a Mogadiscio, da dove continuano a giungere notizie di efferate violenze e che ieri è stata teatro di una nuova strage".

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di Dario Palladino
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