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L'ultima tremenda strage è avvenuta nel 2010: 110 morti

Attentati in Iraq: un massacro di almeno 107 vittime

Nelle esplosioni delle autobombe sono più di 260 i feriti

Attentati in Iraq: un massacro di almeno 107 vittime
23/07/2012, 18:43

BAGHDAD (IRAQ) - Una serie di attentati ha provocato la morte di almeno 107 persone in Iraq. Un bilancio drammatico e temporaneo. Sono state colpite oggi una ventina di città irachene. Le notizie arrivano a singhiozzo dai centri urbani presi di mira. Le squadre di soccorso e le forze di sicurezza parlano di almeno 268 persone ferite. E' stata una giornata sanguinosa, al limite del reale. L'ultimo scontro più violento è avvenuto nel mese di maggio del 2010, quando una serie di autobombe a Baghdad uccisero 110 persone.
Oggi ci sono stati almeno 27 attentati che hanno colpito città come Baghdad, Kirkuk e la provincia di Divala. E' avvenuto nel terzo giorno del Ramadan, il mese sacro per i musulmani. Nel mirino è finita la comunità sciita e le forze di sicurezza, tradizionali obiettivi di Al Qaeda, anche se non sono stati ancora rivendicati gli attacchi. Però nei giorni scorsi era stata lanciata un'offensiva dal gruppo terroristico.
L'attentato più sanguinoso di oggi ha colpito Taji, a 20 chilometri a nord di Baghdad, dove 7 esplosioni hanno ucciso 32 persone, tra cui 14 poliziotti. Un'altra feroce strage è avvenuta a Sadr City, quartiere sciita di Baghdad e nella zona di Hussainiya, in periferia. Due autobombe hanno provocato la morte di 21 persone e il ferimento di 73. Altre 9 vittime sono cadute a Mosul, mentre nel centro petrolifero di Kiruk ci sono stati 6 morti a causa di 5 autobombe. A Diyala sono morte 6 persone, tra cui 4 soldati e un agente. Altri attacchi sono avvenuti a Khan Bani Saad, Udhaim, Tuz Khurmato, Samarra, Dujail e Diwamiya. "I recenti attacchi sono un chiaro segnale che Al Qaeda in Iraq è determinata a provocare una sanguinosa guerra settaria - ha spiegato un alto ufficiale della sicurezza -. Al Qaeda sta cercando di spingere l'Iraq in una guerra tra sciiti e sunniti. Vogliono che la situazione degeneri come in Siria".

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di Emanuele De Lucia
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