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Dopo l'uccisione dell’ambasciatore statunitense Chris Steven

Attentato a Bengasi, gli Usa inviano navi da guerra in Libia

Barack Obama: “attacco oltraggioso”

Attentato a Bengasi, gli Usa inviano navi da guerra in Libia
13/09/2012, 09:15

TRIPOLI - Dopo l'uccisione del suo ambasciatore Chris Stevens e altri tre membri della missione diplomatica Usa di Bengasi, in Libia, l’America sembra reagire.  Inviate nel paese due navi da guerra battenti bandiera statunitense come "misura precauzionale", riferisce la stampa americana che cita fonti dell'amministrazione. Le navi sono la USS Laboon e la USS McFaul, che hanno in dotazione un armamento composto anche da  missili Tomahawk. Chris Stevens è stato ucciso martedì sera durante un attacco al consolato. L'assalto è stato organizzato da un gruppo di manifestanti che protestava contro un film “blasfemo” sulla vita del profeta Maometto,prodotto negli Usa. L'ambasciatore sarebbe morto per asfissia causata da  un incendio scoppiato nella sede del consolato. La tv satellitare  al-Jazeera spiega anche che il diplomatico si trovava a Bengasi per una breve visita.  Il presidente americano Barack Obama si è detto "profondamente addolorato" per la morte di Stevens e, condannando "l'attacco oltraggioso", ha annunciato il rafforzamento della sicurezza in Libia e in tutte le missioni diplomatiche americane nel mondo. Gli Usa respingono le denigrazioni del credo religioso altrui, ha sottolineato, ma si oppongono ''a questa insensata violenza". "Fin dalla loro fondazione gli Stati Uniti sono una nazione che rispetta tutte le fedi religiose", ha poi dichiarato Obama. Queste violenze, ha detto, "non hanno alcuna giustificazione".

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di Rosario Scavetta
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