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L'agguato è avvenuto nella provincia di Pattani

Attentato nel sud della Thailandia: 6 morti, anche un bimbo

Nella regione va avanti una rivolta separatista dal 2004

Attentato nel sud della Thailandia: 6 morti, anche un bimbo
02/05/2013, 09:04

PATTANI (THAILANDIA) - Sei persone, tra cui un bambino di tre anni, sono state uccise in una sparatoria nell'estremo sud della Thailandia. La tragedia è avvenuta in una zona colpita da una feroce rivolta separatista, iniziata nel 2004 in una regione a maggioranza islamica, di etnia e lingua malay, a fronte di un Paese al 95% buddista. Nello scorso mese di febbraio, c'era stato un primo accordo di pace con i ribelli musulmani attivi nel sud del Paese al confine con la Malaysia, ma i successivi tentativi di dialogo sono naufragati. La notizia della sparatoria di ieri è stata riferita da un alto funzionario. L'uomo ha cercato di rassicurare la popolazione che i negoziati di pace continuano dopo il fallimento dei colloqui due giorni fa in Malaysia.
Quattro uomini con le uniformi delle forze di sicurezza thailandesi hanno aperto il fuoco ieri sera su un gruppo di abitanti che si trovava davanti a un negozio di alimentari in un villaggio nella provincia di Pattani, una delle tre poste sotto lo stato di emergenza. Lo ha detto il capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Paradom Pattanatabut, che ha condannato "questo atto di brutalità contro i civili, compresi i bambini". Il gruppo responsabile per l'attacco non è stato identificato, ma ha lasciato una nota che suggerisce una vendetta dopo la morte di alcuni dei suoi membri.
Due giorni prima dell'attacco, un secondo tentativo di negoziati in Malaysia si era concluso con un nulla di fatto. Le autorità di Bangkok si sono rifiutate di accogliere le principali richieste del "Barisan Revolusi Nasional", uno dei maggiori gruppi ribelli nella galassia separatista che opera nella regione. Dall'inizio della rivolta separatista nel 2004, oltre 5 mila 500 persone sono morte nelle tre province di Pattani, Yala e Narathiwat, dove operano i ribelli.

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di Emanuele De Lucia
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