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La ricostruzione degli intenti del nigeriano

Attentato Usa: il terrorista voleva una strage


Attentato Usa: il terrorista voleva una strage
27/12/2009, 11:12

WASHINGTON - L'attentato fallito dell'altro ieri al jet Northwest poco prima che lo stesso atterrasse all'aeroporto di Detroit, ha destato numerose preoccupazioni, lasciando altrettanti interrogativi aperti all'interno degli organi di sicurezza statunitensi. Il nigeriano fornito di mutanda espolosiva ha agito da solo? E' vera l'ipotesi, trapelata proprio da una fonte americana, che l'uomo era stato addestrato in una campo di Al Quaeda nello Yemen e che, sempre durante quell'addestramento, aveva ricevuto l'ordigno e le istruzioni per farle espoldere?
L'aspetto certo, per ora, è che il terrorista voleva un strage. Gli esperti gli avevano infatti procurato della speciale biancheria intima ripiena di polvere esplosiva. Alla mutanda bomba era collegata una siringa capace di attivare la reazione e di far saltare in aria l'uomo.
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti,  Abdulmutallab avrebbe dovuto "brillaro" proprio durante il sempre delicato momento dell'atterraggio del Jet; per essere vicino ad un centro abitato ed avere la sicurezza che i media potessero confermare l'ipotesi dell'attentato. L'africano era infatti seduto al posto 19 A, abbastanza vicino ai serbatoi da poter scatenare un grosso incendio nella carlinga e danni enormi all'aereo subito dopo l'esplosione.
La volontà di rivendicazione dell'attentato risiederebbe proprio nella scelta del criminale che, infatti, ha evitato di farsi saltare in aria mentre l'areoplano sorvolava l'oceano Atlantico. In questo modo, come intuibile, la possibilità dell'attacco terroristico sarebbe comunque stata avvolta da un alone di incertezza; data l'impossibilità per le tv ed i fotoreporter di riprendere i rottami, l'incendio, le vittime ed i feriti. La scelta di utilizzare dell'esplosivo inserito nella parti intime è spiegata facilmente: le perquisizioni in quelle zone del corpo, infatti, sono decisamente rare.

I CONTROLLI SUPERATI
Ma come ha fatto l'aspirante stragista a superere tutti i controlli a terra? Si tratterebbe, ad una prima analisi, di un assurdo caso di azione superficiale da parte della sicurezza dell'aeroporto di Detroit. L'uomo risultava infatti inserito all'interno del database Tide come presunto terrorista. Com'è possibile che gli sia stato permesso l'imbarco? Le autorità spiegano che, in quel database, ci sono circa 500.000 nomi e che, solo una piccola parte di questi (più o meno 4000), sono inseriti all'interno della lista "no fly" degli Usa. Per altri 14.000 è previsto un controllo supplementare obbligatorio subito prima dell'imbarco.
A tali controlli l'uomo è incredibilmente risultato non sospetto e l'opinione pubblica americana si è dimostrata quanto mai preoccupata dell'ipotesi di "infiltrazioni semplici" da parte di cellule terroristiche. Va detto, comunque, che in questo caso l'ordigno era decisamente inusuale e che, in ogni caso,
i metal detector non possono scovare il tipo di bomba di cui era fornito il giovane nigeriano.

PERSINO UN VISTO
L'altro quesito più pesante di un Jambo Jet che pende sul groppone della sicurezza americana è: Com'è possibile che il 23enne abbia ricevuto un visto nel giugno 2008 quando, poco tempo prima, tale visto non gli era stato concesso in Gran Bretagna? Come è possibile che, con le attuali teconologie, una ragazzo fornito di bomba riesca a passare tutti i controlli, a finire su di un aereo e a farsi esplodere? Da ricordare, infatti, che l'attentato è fallito esclusivamente per una malfunzionamento dell'ordigno e non certo per l'intervento delle autorità. Lo scorso 25 dicembre sarebbe potuto costare la vita ai 278 passeggeri del Northwest e solo un evento fortuito ha evitato la tragedia.

LE BASI YEMENITE

Da non sottovalutare, in ultimo, le basi che si trovano nello Yemen, vera roccaforte strategica del terrorismo internazionale, con l'accordo suggellato tra qaedisti autoctoni e qaedisti sauditi i quali, con l'attentato mancato di due giorni fa, hanno proabilmente dimostrato di poter colpire ogni luogo del mondo e di possedere una folta schiera di aspiranti "martiri" tra somali di origine occidentale ed Arabi. Il reclutamento è infatti molto semplice e permette a chiunque di passare tra le fila di Al Quaeda anche postumo; se la strage viene compiuta in maniera efficace.

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di Germano Milite
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