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Espugnante due autentiche "fortezze rosse"

Ballottaggi: il centrodestra vince sul centrosinistra


Ballottaggi: il centrodestra vince sul centrosinistra
12/04/2010, 21:04

CAMPANIA
In Campania la "partita" dei ballottaggi si conclude con un netto 8-5 per il Pdl (con ben 4 comuni strappati al centrosinistra). Pomigliano D'Arco cambia colore dopo 15 anni di amministrazione "rossa". L'altra roccaforte della sinistra (Castellammare di Stabia) era già stata conquistata al primo turno. Al Popolo delle libertà sono andate anche Bacoli, Terzigno e Sant'Anastasia

IL RESTO D'ITALIA
Termina con un due capoluoghi a due la sfida all'ultimo voto tra il centrodestra ed il centrosinistra per la conquista  dei quattro comuni di Vibo Valentia, Mantova, Macerata e Matera. Le votazioni, infatti, sono state caratterizzate da due ribaltoni clamorosi a Vibo e Mantova e da una vittoria di strettissima misura del Pd a Macerata e Matera.
In calo pauroso risulta l'affluenza, con il 58,8% di elettori presentatosi alle urne ed un meno 15 punti registrati rispetto al 74,3% del primo turno. Come già detto, nel capoluogo calabrese, il candidato del Pdl Nicola D'Agostino, nonostante si fosse fermato ad un non entusiasmante 28,70% durante il primo turno, riesce alla fine a raggiungere e superare il suo antagonista Michele Soriano (che non va oltre il 40,7%) e a diventare sindaco della città con eloquente 59,2%. Il merito delle vittoria va agli alleati dell'Udc che, da soli, hanno guadagnato il 24,58% durante il primo turno ed alla lista civica Patto per il vibonese (con il 5,59%).
Altro ribaltone si verifica al nord; con la città di Mantova che elegge primo cittadino Nicola Sodano. Il candidato del Pdl era in svantaggio di circa 5 punti sull'avversaria del Pd Fiorenza Brioni (40,4% contro 35,6% al primo turno). Dopo il ballottaggio ed ancora una volta grazie all'aiuto decisivo dell'Udc (9,93%) e di una lista civica (Giampaolo Benedini 8,25%), il centrodestra è riuscito però a strappare una vittoria importante.
Chiudono in pari i conti per quanto concerne i capoluoghi le vittorie di misura ottenute dal centrosinistra a Macerata e Matera. Nella prima città, Romano Carancini (Pd), conferma la sua leggera superiorità (con un 50,29%) nei confronti del candidato del Pdl Fabio Pistarelli (49,7%); conquistando la fascia tricolore. La coalizione del Pd vince per un pelo anche a Matera, con il 50,3% di preferenze conquistato da Salvatore Adduce (appoggiato anche da Mpa e diverse liste civiche).

LOMBARDIA
Nella Lombardia Parabiago va ancora una volta al centrodestra. Anche per Bollate, prima "rossa", si apre una nuova amministrazione pdellina. Vittoria del Pdl  a Trezzano sul Naviglio (MI). Cologno Monzese rappresenta un po' la rivincita della corposa coalizione Pd, Psi, Idv, Verdi e Rc-Ci-Se. Il centrosinistra si riconferma poi a Saronno e Corsico. Considerando Matonva e Vigevano, anche in questo caso si registra però il vantaggio della destra con un importante 5-3.

MOLISE (LA SCONFITTA DELL'IDV)

Dopo la clamorosa sconfitta nella sua città natale Montenero di Bisaccia, Antonio Di Pietro deve arrendersi agli avversari anche a Termoli; dove è cresciuto ed ha studiato.

LA SVOLTA DI VALENZA E DELLA SILA
In generale, dunque, le coalizioni legate alla maggioranza riescono ad imporsi nella maggior parte dei comuni.

Così, dopo mezzo secolo, la città di Valenza passa al centrodestra. Sergio Cassano, per il Pdl, riesce infatti ad imporsi sulla sfidante del Pd Costanza Zavanone con un pesante +15%. Segnali di cedimento preoccupanti per l'ennesima roccaforte della sinistra espugnata dagli uomini di Silvio Berlusconi. Nel centro più importante dell'altopiano della Sila, il Popolo delle libertà riesce poi a far capitolare quella che era da sempre considerata la Stalingrado della Calabria. San Giovanni in Fiore, da 60 anni retta da amministrazioni di sinistra, cambia difatti colore. Pd vincente a Lamezia Terme ma sconfitto ancora a Gioia Tauro; dove ad imporsi è un europarlamente ex esponente di An.
A Moncalieri è invece Roberta Meo a tentare il fiacco contrattacco del Pd, vincendo la competizione con il proprio avversario di centrodestra (Stefano Zacà) con il 53,5%. 

CONCLUSIONI
Al termine dell'ultimo strascico elettorale, emerge chiaro il quadro politico italiano; con un centrodestra incapace di imporsi senza il supporto dell'Udc, della Lega e delle liste civiche nei vari capoluoghi appena conquistati e, dall'altra parte della barricata, un centrosinistra anch'esso quasi del tutto dipendente dalle liste extrapartitiche e comunque incapace di convogliare verso di sè largo consenso. Al contempo, si denota il disinteresse sempre più marcato dei cittadini nei confronti della politica; sia essa della cosiddetta destra che della cosiddetta sinistra.

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di Germano Milite
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