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I figli dei desaparecidos strappati ai genitori e affidati

“Bambini rubati” in Argentina: condannati due ex dittatori

Sono Videla e Bignone: per loro 50 e 15 anni di carcere

“Bambini rubati” in Argentina: condannati due ex dittatori
06/07/2012, 09:07

BUENOS AIRES - Sono trascorsi più di 20 anni, ma alla fine giustizia è stata fatta. Sentenza storica in Argentina, dove due ex dittatori sono stati condannati per il caso dei cosiddetti “bambini rubati”: i figli dei desaparecidos uccisi dalla giunta militare che venivano affidati a soldati e ufficiali delle forze armate, senza avere la possibilità di conoscere la propria vera identità e la propria famiglia di origine. Le coppie alle quali i piccoli venivano affidati, infatti, cambiavano l’identità dei bambini, senza ovviamente informarli neanche in seguito.
Si tratta dell’ex dittatore Jorge Videla, oggi 86enne e presidente dell’Argentina dal 1976 al 1981, al quale il Tribunale di Buenos Aires ha inflitto una pena di 50 anni di carcere; c’è poi anche Reynaldo Bignone, oggi 84enne e ultimo capo della dittatura militare argentina, condannato invece a 15 anni di prigione. Secondo il Tribunale di Buenos Aires, entrambi gli ex dittatori si resero autori di un vero e proprio “piano sistematico” di furto dei figli nati dai detenuti desaparecidos, ovvero di quello che è passato alla storia come uno degli aspetti più terribili del terrorismo di Stato del regime nel Paese argentino. Insieme a loro il Tribunale ha disposto pesanti condanne anche ad altri 9 imputati.
Furono quasi 30.000 gli oppositori uccisi durante quella dittatura, e 500 i bambini nati nelle carceri clandestine e tolti alle madri: nella maggior parte dei casi, i nascituri venivano affidati a famiglie di militari, poliziotti o persone in qualche modo legate all’apparato repressivo della dittatura. Solo poco più di cento di quei bambini hanno poi potuto conoscere la loro vera identità e la storia della loro famiglia, e in qualche caso abbracciare qualche parente. Per questi la riscoperta della storia della propria famiglia ha comportato quasi sempre un trauma psicologico considerevole.
A intraprendere la battaglia giudiziaria sono state le nonne di plaza de Mayo, che grazie al loro lavoro di ricerca sono riuscite a restituire a circa 100 bambini rubati la loro l’identità e la storia della loro vera famiglia. La sentenza, che condanna Videla e Bignone anche per le violazioni dei diritti umani, le torture e gli omicidi commessi, è stata accolta come una vittoria storica.

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di Antonio Formisano
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