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In Thailandia ancora scontri tra polizia e manifestanti

Bangkok, morto leader delle camicie rosse


Bangkok, morto leader delle camicie rosse
13/05/2010, 19:05

BANGKOK  - Continuano gli scontri in Thailandia tra governativi e ribelli.  Un manifestante thailandese è morto e almeno altri due sono rimasti feriti nel corso di incidenti tra militanti fedeli all’ex premeir Thaksin Shinawatra e forze dell’ordine nel quartiere finanziario di Bangkok. Lo ha riferito un giornalista dell’Agenzia stampa France Presse sottolineando che gli scontri tra «camicie rosse» e forze di sicurezza sono andati avanti per almeno due ore. Un centinaio di manifestanti ha caricato l’esercito, che ha risposto con colpi d’arma da fuoco. «Un uomo è stato raggiunto da un proiettile alla testa proprio a pochi passi da me», ha detto il giornalista dell’Afp aggiungendo che altri due sono rimasti feriti. Questa sera, lo stato d’emergenza che era stato disposto a Bangkok e dintorni è stato esteso ad altre quindici province della Thailandia, per facilitare il controllo delle «camicie rosse».
Gli scontri sono giunti dopo la notizia che l'ex maggiore dell'esercito Khattiya Sawasdipol, uno dei leader più radicali delle «camicie rosse» thailandesi, è stato ferito gravemente alla testa da un colpo di arma da fuoco nell'accampamento dei manifestanti antigovernativi a Bangkok. Lo riferisce la tv Thai Pbs. Fonti ospedaliere riportate dalle agenzie di stampa hanno poi confermato la gravità delle sue condizioni.
Nel frattempo gli Stati Uniti hanno annunciato di aver chiuso la loro ambasciata a Bangkok. Gli Stati Uniti, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley, «sono molto preoccupati per le violenze tra il governo thailandese e i manifestanti. Seguiamo gli sviluppi della situazione con molta attenzione». Crowley ha anche spiegato che l'ambasciata è stata chiusa perchè localizzata molto vicina ai luoghi degli scontri.

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di Mario Aurilia
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