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Il governo non concede le elezioni anticipate

Bangkok: trattative fallite, camicie rosse pronte allo scontro


Bangkok: trattative fallite, camicie rosse pronte allo scontro
25/04/2010, 14:04

BAGKOK - Sette settimane di vive e spesso violente proteste che, oramai, contano anche diverse vittime e numerosi feriti. La piccola guerra civile esplosa in Thailandia non solo non accenna a placarsi ma, anzi, minaccia un ulteriore escalation nelle prossime ore. Le camicie rosse, dopo aver richiesto senza successo le elezioni anticipate, assicurano infatti che non intendono assolutamente gettare la spugna e si preparano a nuovi duri scontri con la polizia e l’esercito schierati dal governo. Intanto sempre più negozi chiudono i battenti in attesa di tempi meno convulsi e il turismo, in quella che è la seconda economia del sudest asiatico, crolla paurosamente. Proprio quest’oggi, i sostenitori del deposto premier Thaksin Shinawatra, hanno effettuato un possente blocco nella provincia di Udon Thani, a 500 km circa da Bagkok. L’obiettivo è quello di impedire l’arrivo di altri 150 poliziotti che dovrebbero rinfoltire i reparti già presenti nella capitale. Ma l’attuale leader della maggioranza Abhisit , deve fare anche i conti con il non trascurabile gruppo di militari che sostiene Thaksin ed è dunque favorevole ad un suo ritorno al governoo. Dal canto suo, il premier Thailandese, per ora ha tutta l’intenzione di assecondare le pressanti richieste dei monarchici e della classi più agiate; assolutamente contrarie all’ipotesi di nuove elezioni.
Ad oramai due mesi dall‘inizio dei disordini, però, le autorità e l’esecutivo non sono ancora riusciti a sedare con efficacia la protesta; con le camice rosse che non danno alcun segno di cedimento ed anzi penetrano anche in alcuni settori dell’esercito. La possibilità di golpe populista esiste tutta ed Abhisit lo sa bene; per tale motivo, in molti, temono che alla fine il capo del governo sarà costretto ad utilizzare un pugno di ferro ancora più duro nei confronti dei manifestanti, causando quindi molte più vittime ed un numero elevatissimo di feriti.

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di Germano Milite
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