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L'ex terrorista intervistato da Arte in carcere

Battisti: meglio il suicidio che l'Italia


Battisti: meglio il suicidio che l'Italia
11/05/2009, 21:05

Torna ancora sotto i riflettori il caso di Cesare Battisti, l’ex terrorista rosso dei Pac attualmente detenuto in Brasile ed al centro di numerose ed accese polemiche. Parlando alla televisione franco-tedesca ‘Arte’, l’ex militante ha dichiarato di preferire la morte all’estradizione in Italia, dove pesa per lui una condanna all’ergastolo per quattro omicidi commessi durante gli Anni di piombo.

“Non penso che lascerò scegliere la mia morte agli altri, all’ingiustizia del governo italiano”, ha dichiarato Battisti nell’intervista, che sarà trasmessa integralmente sabato prossimo alle 19. Il suo caso sarà oggetto di un’audizione pubblica del parlamento di Brasilia alla quale parteciperà anche, in sua difesa, Achille Lollo, già condannato in Italia per il rogo di Primavalle.

Cesare Battisti, 54 anni, è arrivato in Brasile dopo trent’anni di fuga. Arrestato nel 1979 e rinchiuso nel carcere di Frosinone, evase nel 1981 scappando in Messico. Successivamente tornò in Europa, rifugiandosi in Francia. Nel 2004, quando venne firmata l’estradizione, fece perdere nuovamente le sue tracce scappando in Brasile. Incarcerato nel 2007, l’ex leader dei Proletari armati per il comunismo non ha mai smesso di ribadire la propria innocenza. “Mi mettono in prigione per crimini che non ho mai commesso, - ha spiegato, - non ho mai ucciso, ma ho fatto parte di un’organizzazione armata, ho fatto delle rapine, ero un militante qualunque e mi hanno fatto diventare un mostro, un assassino”.

Per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, l’Italia “non accetterà mai segnali di indulgenze” o di “aministia”. Per Ignazio La Russa, ministro della Difesa, parlare adesso di suicidio è “una sfrontatezza senza limiti” da parte dell’ ex terrorista. “Se davvero meditava il suicidio, - ha detto La Russa, - avrebbe potuto pensarci dopo gli omicidi da lui commessi”.

 

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di Nico Falco
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