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"Il mio caso utilizzato come moneta di scambio"

Battisti si difende:"Non sono un mostro,mi strumentalizzano"

L'ex terrorista:"Lula è stato molto coraggioso"

Battisti si difende:'Non sono un mostro,mi strumentalizzano'
22/01/2011, 16:01

BRASILIA - E' la prima volta, da quando l'ex presidente brasiliano Lula ha deciso di firmare il "no" per l'estradizione di Battisti, che l'ex membro dei Proletari armati per il comunismo rilascia delle dichiarazioni. A raccoglierle, è stato il noto settimanale "Brasil de Fato". Battisti ha definito "molto coraggioso" il divieto imposto dal Brasile denunciando:"E' stato fabbricato un mostro che non ha nulla a che vedere con me".
Ma il criminale si è spinto oltre, sostenendo che oramai il suo caso sia utilizzato strumentalmente come moneta di scambio (e ricatto) internazionale:"Se Lula avesse preso questa decisione prima di andarsene, gli avrebbero dato addosso perché sconfiggere me equivale a sconfiggere Lula. Ora l'obiettivo principale della destra brasiliana, in questo caso, è colpire il governo di Dilma". Il disegno, dunque, è chiaro: attaccare l'esecutivo federale utilizzando come pretesto la mancata estradizione del condannato italiano.
"Mi perseguitano - lamenta ancora - perché sono uno scrittore, ho un'immagine pubblica. Se non fosse così, sarei uno qualunque, come tanti italiani che hanno lasciato il Paese per lo stesso motivo. Sono un perseguitato dalla Stato italiano e dalla giustizia brasiliana. Una persecuzione che non è indipendente".
Processo nel 2009 dalla Corte Suprema (Tsf, Supremo Tribunale Federale) che diede il via libera per l'estradizione, precisando però che la decisione definitiva sarebbe spettata al presidente, Battisti fu "graziato" da Lula che decise di concedergli lo status di rifugiato politico. Da allora l'Italia e poi successivamente anche l'Ue, hanno lavorato giornalmente per ottenere il rientro in patria del terrorista rosso.
Fino ad oggi, però, la sovranità brasiliana ha avuto la meglio sugli appelli, i moniti e le minacce lanciate dall'estero. Che l'intero caso sia usato strumentalmente da diverse parti politiche è fin troppo evidente, che Battisti non sia un mostro è un po' meno.

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di Germano Milite
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