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Al Arabiya: Gheddafi asserragliato nel suo bunker

Bengasi nelle mani dei rivoltosi, che si avvicinano a Tripoli

Ma L'Ue e la Nato smentiscono l'ipotesi di intervento armato

Bengasi nelle mani dei rivoltosi, che si avvicinano a Tripoli
24/02/2011, 15:02

TRIPOLI (LIBIA) - Continuano i combattimenti a Zawia, ciità a 30 Km. ad est della capitale libica Tripoli. Secondo testimonianze locali, dopo i bombardamenti, sarebbero intervenute le truppe dei mercenari di Gheddafi, armate anche con carri armati. Secondo Al Arabiya, che cita testimoni locali, i morti sarebbero già centinaia, mentre i combattimenti infuriano. Tra questi morti, secondo Al Jazeera, ci sarebbero una ventina di soldati che si sarebbero rifiutati di sparare su civili inermi. Per questo i loro superiori hanno dato ordine di fucilarli sul posto.
Ma a Tripoli non va meglio. Non ci sono scontri, ma i mercenari stanno creando punti fortificati per impedire che gli insorti raggiungano la capitale. Anche l'attacco a Zawia rientra in questa strategia, dato che domani era prevista una marcia sulla capitale.
A Bengasi, che ormai è completamente in mano ai rivoltosi, è stata rasa al suolo, con bulldozer ed altri macchinari, la caserma ivi allestita per i mercenari. Uno dei bulldozer poi è stato lasciato in mezzo alle macerie, mentre gli insorti si preparano a marciare verso la capitale. Secondo fonti mediche, gli ospedali della più importante città della Cirenaica sono sommersi dalle persone che sono state ferite nei giorni scorsi; notizia che in parte conferma il fatto che ci siano molte migliaia di feriti.
Nel frattempo, la rete di fedelissimi del rais libico si disgrega. Anche se la capitale è completamente militarizzata, con squadrioni della morte che ammazzano o uccidono chiunque non dimostri di essere un fedelissimo di Gheddafi, nel suo entourage c'è qualche defezione. Per esempio uno dei suoi quattro piloti personali, il norvegese Odd Birger Johansen, è arrivato oggi in Austria, chiedendo asilo. Ma c'è la possibilità., secondo la comunità araba in Italia, che Gheddafi stia per prendere il volo per un altro Paese dell'Africa amico. Secondo loro, il leader libico sta facendo caricare i suoi aerei di soldi, oro ed oggetti preziosi.
Il tutto senza che ci siano reazioni politiche degne di nota. Anders Gogh Rasmussen, segretario generale della Nato, ha detto che non è stato preso in considerazione alcun intervento armato verso la Libia. L'Unione Europea si limita ad invitare a porre fine alle violenze, ma non fa altro. Il Ministro della DIfesa Ignazio La Russa ha dichiarato che il trattato con la Libia resterà in vigore e che a lui non risultano esserci stati bombardamenti in Libia.
Alle 15, Gheddafi è stato intervistato dalla Tv di Stato via telefono. Durante un lungo monologo, il dittatore libico ha promesso la concessione di notevoli autonomie alle province ribelli, se si arrenderanno. Inoltre ha accusato Osama bin Laden ed Al Qaeda di essere dietro ai sommovimenti: suoi agenti avrebbero drogato i rivoltosi, scatenando le violenze. In realtà, secondo Gheddafi, non c'è alcuna rivolta, ma solo una farsa. Poi ha promesso anche di aumentare gli stipendi, mentre contemporaneamente minaccia di chiudere le esportazioni di petrolio se le rivolte continueranno. Poi ha invitato i libici alla Jihad (la guerra santa) contro i rivoltosi "come si fece contro gli italiani", ha aggiunto.
Ma una fonte medica ha riferito ad una agenzia di stampa internazionale che i soldati stanno uccidendo tutte le persone ricoverate in ospedale per ferite di arma da fuoco, portando via i cadaveri, probabilmente per bruciarli.

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di Antonio Rispoli
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