Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

La Russa:"Useremo attacchi specifici e mirati"

Berlusconi appoggia Obama: si ai bombardamenti in Libia

La Lega non ci sta, Calderoli:"Non avranno la mia firma"

Berlusconi appoggia Obama: si ai bombardamenti in Libia
25/04/2011, 21:04

Sembra passata una vita, un'intera epoca da quando Silvio Berlusconi stringeva e baciava le mani di Muhammar Gheddafi. Dopo mesi di tentennamenti, alla fine anche l'Italia ha deciso di appoggiare la linea dura della Nato contro la Libia.
A riferire della scelta di variazione nella strategia militare attraverso una nota ufficiale è stato proprio Palazzo Chigi:"Il governo informera' il Parlamento sulle azioni mirate in Libia, decise oggi, ed i ministri degli Esteri e della Difesa sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa". Nel documento si legge inoltre che, dopo "una lunga conversazione telefonica" avuta con Barack Obama", "il Presidente Berlusconi ha deciso di rispondere positivamente all'appello lanciato agli Alleati dal Segretario Generale della Nato in occasione della Riunione del Consiglio Atlantico del 14 aprile scorso a Berlino, e dopo i contatti avuti successivamente dal Presidente del Consiglio e dai Ministri degli Esteri e della Difesa, per aumentare l'efficacia della missione intrapresa in Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973.
A tal fine l'Italia (che sin dall'inizio sta fornendo un cruciale contributo all'operazione Unified Protector in termini sia di assetti aerei e navali assegnati alla missione sia di disponibilita' delle proprie basi aeree per lo schieramento di aerei alleati) ha deciso di aumentare la flessibilita' operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, nell'intento di contribuire a proteggere la popolazione civile libica. Con cio', nel partecipare su un piano di parita' alle operazioni alleate, l'Italia si mantiene sempre nei limiti previsti dal mandato dell'operazione e dalle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

LA PRECISAZIONE DI LA RUSSA
A tal proposito, il ministro della Difesa
Ignazio La Russa, ha precisato che, quelli italiani,  "non saranno bombardamenti indiscriminati ma missioni con missili di precisione su obiettivi specifici". Il tutto, precisa il ministro, per  "evitare ogni rischio di colpire la popolazione civile".
La Russa ha poi spiegato che, la decisione di assumere un ruolo più attivo (e violento) all'interno delle operazioni Nato, è arrivata dopo un'attenta valutazione della situazione di Misurata; divenuta oramai "terribile". L'ex aennino però ha assicurato che non vi saranno ulteriori rischi per l'Italia a causa di potenziali ritorsioni di Gheddafi contro la penisola.

LA SPACCATURA CON LA LEGA
La maggioranza, sulla scelta di bombardare la Libia, appare però divisa proprio nei suoi punti nevralgici. A dirsi fermamente contrario al cambiamento della politica d'intervento nel paese africano, c'è infatti Roberto Calderoli:"Non so cosa significhi ulteriore flessibilita', ma se questo volesse dire bombardare non se ne parla. Il mio voto in questo senso non l'avranno mai".
Il ministro per la Semplificazione normativa, intervistato dall'Ansa, ribadisce:"Ero e resto contrario a qualunque ulteriore intervento in Libia rispetto a quello che gia' abbiamo reso disponibile e fatto".
Poi conclude:"Abbiamo gia' fatto abbastanza mettendo a disposizione le basi e l'appoggio logistico e il pattugliamento anti-radar. Personalmente non avrei dato neanche questa disponibilita' se non in cambio di un concreto concorso delle forze alleate al respingimento dell'immigrazione clandestina e alla condivisione del peso dei profughi".
Insomma: la Lega non ci sta a bombardare la Libia ma, a quanto sembra, non è mossa da sentimenti pacifisti o da preoccupazione per i civili. Dalle ultime dichiarazioni di Calderoli, come evidente, si comprende che la prima (ed esclusiva?) preoccupazione del Carroccio è quella di evitare l'arrivo di ulteriori profughi dai paesi africani e di respingere tutti quelli che si stanno già dirigendo verso le nostre coste.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©