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"Invito Berlusconi e Bossi a chiarirsi le idee"

Bersani:"Farei il senato federale anche domani"


Bersani:'Farei il senato federale anche domani'
07/04/2010, 19:04

ROMA - Pierluigi Bersani, intervistato ad "Otto e mezzo", sembra non avere alcun dubbio:"Spero che stasera Berlusconi e Bossi si chiariscano le idee e vengano in Parlamento". E poi ancora "Mi pare che sul senato federale e la riduzione del numero dei parlamentari siamo tutti d'accordo. Se domani vengono in Parlamento lo facciamo: di chiacchiere ne abbiamo fin sopra i capelli".
Il problema, per il Leader del Pd, non è dunque il semipresidenzialismo in se ma, al contrario, l'utilizzo distorto che il governo di centrodestra potrebbe distorto. Proprio su tale tema, infatti, Bersani ha ricordato che "ci sono democrazie semipresidenzialiste come gli Usa e la Francia ma se si pensa di mascherare sotto un presidenzialismo all'americana o alla francese un sistema sudamericano populista non ci stiamo".
E mentre in tanti ne chiedono le dimissioni e lo accusa di tendenza sfacciata all'"inciucismo", il segretario democratico prova a lanciare qualche debole fendente alla formazione berlusconiana:"Nella maggioranza uno propone una cosa, un altro un'altra, ne ho sentite di tutte le razze". Resta ancora poco chiaro, in ultimo, il motivo reale ed a quanto pare irrinunciabile che dovrebbe spingere l'Italia a scimmiottare la Francia o addirittura l'America.
Uno stato messo in ginocchio dalla crisi economica che prevede clamorose riforme dell'esecutivo non pare infatti agire a rigor di logica. Perchè, Pdl e Lega, hanno tutta questa smania di presidenzialismo? In cosa l'Italia potrebbe migliorare? E soprattutto, in cosa l'Italia retta da Berlusconi potrebbe progredire? E lo stesso Gianfranco Fini, tra i più fermi sostenitori del modello francese, non ha timore che un Premier che già si sente monarca possa profittare di un'eventuale riforma presidenzialista?
L'impressione diffusa è quella che parla di un Pd sempre più paralizzato e succube del Pdl e di una patologia inguaribile dell'intera classe politica italiana la quale, è oramai inconfutabile, devia l'attenzione dai problemi più pressanti per aprire interminabili boutade su riforme e guerre propagandistiche vuote come gli stessi programmi politici presentati.

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di Germano Milite
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