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La rivelazione nel libro di Gormley scritto grazie alla CIA

Bill Clinton scampò a un attentato di Al Quaida a Manila


Bill Clinton scampò a un attentato di Al Quaida a Manila
23/12/2009, 19:12

NEW YORK - Stando al racconto "The Death of American Virtue: Clinton vs Starr" , scritto dall’americano Ken Gormley, un professore di diritto, l’auto sulla quale viaggiava Il presidente americano Bill Clinton avrebbe dovuto attraversare un ponte nel centro di Manila nel 1996 durante una sua visita, dove un gruppo di terroristi controllati da Osama Bin Laden aveva piazzato una bomba con l’intenzione di uccidere il presidente. Ma l’attentato venne sventato all’ultimo momento dai servizi segreti, che captarono un messaggio in codice dei terroristi che parlava di un attacco imminente e il corteo presidenziale venne così dirottato su un’altra strada, mentre un successivo controllo sul ponte rivelò la presenza dell’ordigno. In seguito, le indagini portarono all’individuazione del mandante: un terrorista saudita che viveva in Afghanistan di nome Osama Bin Laden.
«L’attentato sventato non è mai stato reso pubblico», ha spiegato Gormley grazie alla soffiata dell’ex capo dei servizi segreti statunitensi, Louis Merletti «ed è rimasto top secret per tutti, tranne che per alcuni selezionati membri dei servizi di sicurezza». Al tempo del viaggio nelle Filippine, comunque, si parlò della scoperta di due bombe a Manila, una all’aeroporto e un’altra nelle vicinanze del luogo che ospitava la riunione del forum di Cooperazione economica dell’Asia, ma nessun report della stampa collegò in alcun modo il ritrovamento degli ordigni con un possibile attentato a Clinton. Per la verità, come ricorda il Daily Telegraph, anche Ramzi Yousef, l’affiliato di Al Qaeda responsabile dell’attacco al World Trade Centre del 1993, e Khalid Mohammed, ovvero la mente dell’attentato dell’11 settembre 2001 che visse nelle Filippine nella metà degli anni Novanta, avevano ammesso di aver pensato di uccidere Clinton, ma di averci rinunciato a causa degli elevati livelli di sicurezza. Nessun commento ufficiale, almeno per ora, da parte dei servizi segreti americani al libro del professor Gormley.

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di Mario Aurilia
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