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BOLIVIA: SITUAZIONE TESA, ESPULSO L'AMBASCIATORE USA


BOLIVIA: SITUAZIONE TESA, ESPULSO L'AMBASCIATORE USA
12/09/2008, 09:09

Continuano gli scontri in Bolivia, creando quella che appare sempre di più come una guerra civile. All'origine c'è la volontà dei grossi latifondisti e industriali, concentrati in una delle regioni del Paese, di staccarsi dal governo, che invece sta adottando leggi per la redistribuzione delle terre e delle ricchezze. Prima hanno provato con un referendum, proibito dal governo perchè contrario alle leggi nazionali, ma che si è tenuto lo stesso. Poichè è stato fatto lo stesso, ma senza alcuna forma di controllo ufficiale, il risultato (a favore dell'indipendenza del governo boliviano) vale quello che vale; ma da allora è stata la scusa per osteggiare apertamente le leggi del parlamento boliviano. E mercoledì la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con lo scoppio di violenze tra i sostenitori delpresidente boliviano Morales e coloro che sono stati assoldati da industriali e latifondisti. Negli scontri almeno due persone sono morte e i danni sono praticamente incalcolabili, con negozi e case distrutte o incendiate.

In questa situazione, già di per sè tesa, l'ambasciatore statunitense in Bolivia si è fatto fotografare mentre incontrava amichevolmente uno dei prefetti "ribelli". Questo ha fatto scattare la reazione di Morales, che l'ha espulso, in quanto persona non grata. Come sempre, in queste schermaglie diplomatiche, gli USA hanno risposto espellendo l'ambasciatore boliviano. Dopo di che è toccato al Presidente venezuelano, Hugo Chavez, espellere l'ambasciatore americano, sia per solidarietà con la Bolivia, sia anche per l'astio che guida i rapporti tra gli Stati Uniti e il Venezuela a guida Chavez, reo di non avergli più concesso lo sfruttamento assoluto e totale del petrolio venezuelano. "A partire da questo momento, l'ambasciatore yankee a Caracas ha 72 ore di tempo per lasciare il Venezuela, in solidarietà con la Bolivia, Andate al diavolo, yankee di merda", queste sono state le parole esatte, pronunciate da Hugo Chavez in un discorso elettorale.

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di Antonio Rispoli
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