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L'ordigno in una Nissan parcheggiata vicino a Broadway

Bomba a Times Square, terrore a New York


Bomba a Times Square, terrore a New York
02/05/2010, 09:05

NEW YORK – Una paura mai sopita, il ricordo dell’11 settembre, è tornato ieri prepotentemente a turbare i sogni degli americani. L’ incubo si è mostrato travestito da autobomba. Un’autobomba, una macchina carica di materiale pronto ad esplodere che ha costretto allo sgombero di Times Square e ha gettato scompiglio per almeno sei o sette ore nella Grande Mela. Chiuse tutte le strade principali della città, chiusa Broadway, chiusi i maggiori teatri. Chiuso tutto e tutti in casa. A pregare, a sperare che “il mostro”, il terrorismo, non fosse tornato un’altra volta a seminare morte.
Tutta la notte le sirene della polizia hanno risuonato tra le vie deserte, per disinnescare la bomba ma anche per trovare altri possibili ordigni nascosti chissà dove. Dopo aver scandagliato la zona, ieri sera finalmente il New York Police Department ha certificato: si trattava di autobomba, il dispositivo che doveva funzionare non ha funzionato (in gergo tecnico, si chiama “failed device”) e perciò non è esplosa.
Secondo le prime ricostruzioni, l’allarme è scattato ieri intorno alle sei e mezzo ora locale quando alcune persone hanno visto uscire del fumo denso da un Nissan Pathfinder parcheggiata all’angolo tra la Settima Avenue e la famosa Quarantaquattresima Strada. E’ il cuore di Broadway, ma lo spettacolo che si para davanti non è di certo un musical. Qualcuno ha dichiarato di aver visto un uomo fuggire dall’auto, un Suv, che viene lasciato con i lampeggianti accesi. All’arrivo della polizia la sentenza è agghiacciante: su quell'auto ci sono gasolina, propano e una polvere scura, ci sono dei fili che sembrano bruciacchiati, forse c'è un timer, le testimonianze divergono. I controlli dicono che la targa è falsa: apparterrebbe a una vecchia Ford. C'è anche qualche turista che dice di avere sentito un'esplosione intorno alle sette.
 Negli stessi attimi, Barack Obama è seduto a tavola, cenando all’annuale serata dedicata ai corrispondenti della Casa Bianca. Ride e scherza, ignaro di tutto. Finchè qualcuno non gli porta la notizia. Attimi di sconcerto, l’attesa febbrile di una conferma sulle indiscrezioni che rivelano una matrice terroristica dietro al fatto, poi la dichiarazione.: il press secretary Robert Gibbs fa sapere che il Presidente si congratula con i poliziotti per l’ottimo lavoro svolto e fa sapere che il suo consigliere per la sicurezza lavorerà al caso.
Questa, comunque, non è l’unica fonte di paura: nelle stesse ore un aereo che viaggiava tra Chicago e Philadelphia  è costretto all’atterraggio a causa di un messaggio sospetto.
Pochi giorni fa l'afgano Najubullah Zazi ha confermato che nel settembre scorso aveva cercato di fare saltare in aria New York per celebrare l'anniversario di Ground Zero. Insomma, proprio come nei film horror, l’incubo non finisce mai.

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di Ornella d'Anna
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