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BOMBARDAMENTO AMERICANO IN SOMALIA


BOMBARDAMENTO AMERICANO IN SOMALIA
10/03/2008, 12:03

Centinaia di donne e bambini hanno manifestato a Dobley, una sperduta cittadina somala al confine con il Kenya a 220 chilometri dal porto meridionale Kisimaio, per protestare contro l'attacco statunitense avvenuto ieri mattina.
"Dal momento che il governo americano ha ammesso di avere bombardato la nostra città uccidendo persone e bestiame e danneggiando immobili, deve pagare un indennizzo" ha rivendicato il commissario distrettuale Ali Hussein Nur. "Protestiamo contro l'attacco aereo perpetrato dalla superpotenza contro civili" ha detto Ruun Sheikh Mohammed, a capo di un gruppo femminile locale, aggiungendo che si teme che alcune persone siano rimaste intrappolate tra le macerie degli edifici distrutti dai missili statunitensi. Intanto si susseguono versioni contrastanti sull'esatto bilancio e sul reale obiettivo dell'attacco, il quarto in 14 mesi in Somalia dove secondo Washington gli insorti dell'Unione delle corti islamiche starebbero dando rifugio a ricercati di spicco della rete terroristica al Qaeda. Secondo alcune fonti i missili statunitensi avrebbero provocato almeno sei morti, secondo altre il ferimento di tre civili e l'uccisione di tre mucche e di un asino. Ricordando che "le azioni per scovare i terroristi ovunque essi si nascondano" continueranno, il portavoce del Pentagono Bryan Whitman ha detto che si è trattato di un "attacco deliberato e preciso" contro "un noto terrorista di al Qaeda". Secondo la versione più accreditata si tratterebbe di Hassan Turki, capo delle milizie islamiche legato secondo gli Usa ad Al Qaeda e sospettato di reclutare e addestrare terroristi in Somalia. Secondo fonti riportate dal quotidiano statunitense 'The New York Times', il bersaglio era invece Saleh Ali Saleh Nabhan, un keniano ritenuto coinvolto negli attacchi a Mombasa del 2002. "L'attacco è collegato alla visita di Turki di domenica, ma hanno bombardato una dimora civile, non una base militare" ha detto un residente della cittadina aggiungendo che Turki si trovava a Dobley per mediare tra le sue milizie e i soldati governativi. Dobley è infatti una delle ultime città meridionali tornate sotto il controllo delle Corti islamiche che, salite al potere nel 2006, erano state respinte nel dicembre 2006 e inizio 2007 dalle forze governative appoggiate dall'Etiopia.

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di Redazione
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