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L'uomo era nascosto sotto falso nome

Bosnia: arrestato Mladic, il "boia di Srebenica"

Ma il presidente Tadic pensa solo ad entrare nella Ue

Bosnia: arrestato Mladic, il 'boia di Srebenica'
26/05/2011, 14:05

BELGRADO - Dopo 16 anni di latitanza, è stato arrestato Ratko Mladic, detto "il boia di Srebenica". Era generale nell'Esercito Popolare della Jugoslavia, durante le vicende che, all'inizio degli anni '90, portarono alla dissoluzione di quel Paese. Fu tra i responsabili del lunghissimo assedio di Sarajevo (durato quattro anni e che costò 12 mila morti e 50 mila feriti, quasi tutti civili) e dell'eccidio di Srebenica (8000 civili bosniaci trucidati solo perchè non serbi). Per questo il Tribunale Penale Internazionale nel 1996 emanò un mandato di cattura internazionale per genocidio e crimini contro l'umanità. Da allora Mladic ha vissuto la sua latitanza tra Serbia e Bosnia, protetto ed aiutato da ex soldati dell'esercito jugoslavo a lui fedeli.
Nonostante questo, oggi la Polizia l'ha arrestato con il nome di Milorad Komadic; secondo la radio B-92, l'arresto è avvenuto a 80 Km. da Belgrado. C'è voluto un po' di tempo, prima di accertare la sua identità, ma dopo alcune ore è stato lo stesso presidente serbo Boris Tadic, in una conferenza stampa ufficiale, a darne la conferma: "Credo che l'operazione che ha portato all'arresto di Mladic renda il nostro Paese più sicuro, e più credibile. Sono fiero del risultato raggiunto, è una cosa buona per la Serbia che questa pagina della storia si sia chiusa. E che si sia conclusa la fuga di Mladic. Ora bisogna continuare a cercare i suoi complici, quelli che l'hanno aiutato a nascondersi per tutti questi anni, anche tra membri del governo. Arresteremo Goran Hadzic. Per adesso però penso che per la Serbia le porte dell'Ue siano aperte. Si deve lavorare per la riconciliazione nazionale. La Serbia fa tutto nel rispetto delle leggi nazionali e internazionale, e continuerà a farlo. Se qualcuno tenterà di creare incidenti e disordini verrà subito arrestato e processato".
E la risposta dell'Unione Europea è arrivata a stretto giro di posta, attraverso Jerzy Buzek, presidente dell'Europarlamento: "L'arresto è una buona notizia per la Serbia e per la stabilità della regione, ed è la prova convincente degli sforzi della Serbia e della sua cooperazione con il Tribunale penale internazionale"

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di Antonio Rispoli
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