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Brasile: bambina stuprata abortisce; medici scomunicati


Brasile: bambina stuprata abortisce; medici scomunicati
06/03/2009, 14:03

Episodio drammatico in Brasile. Una bambina di 9 anni, che veniva stuprata da 3 dal patrigno e che da lui era stata messa incinta, ha abortito, mediante l'assunzione di appositi farmaci. In ossequio alle leggi brasiliane, la scelta è stata presa in quanto la bambina è vittima di uno stupro ed in quanto portare avanti la gravidanza avrebbe messo a rischio la sua salute, visto che una bambina ha le ossa ancora in formazione e quindi non può trasportare il peso di un feto con relativo sacco amniotico. In Brasile uno solo di questi due motivi è sufficiente per abortire; e in questo caso erano presenti entrambi. Ma all'Arcivescovo di Olinda e Recife, Josè Cardoso Sobrinho, questo non è bastato, e ha scomunicato tutti coloro che erano presenti intorno al letto della bambina: medici e la madre della piccola (per fortuna non la piccola; un po' di buon senso era rimasto). Inoltre ha aggiunto che l'unica legge che conta è quella divina; se la legge umana è in contrasto, è quest'ultima che deve cedere il passo, perchè non ha alcun valore.
Ovviamente simili argomentazioni hanno avuto il pieno supporto del Vaticano. Padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio della Famiglia ha approvato l'azione e le dichiarazioni dell'Arcivescovo Sobrinho: "È un tema molto, molto delicato ma la Chiesa non può mai tradire il suo annuncio, che è quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano così forte, come quello della violenza di una bimba. L’annuncio della Chiesa è la difesa della vita e della famiglia, ognuno di noi deve porsi in un atteggiamento di grande rispetto della vita. L’aborto non è una soluzione, è una scorciatoia. La scomunica significa non potersi accostare anche al sacramento della comunione e se una persona è nel peccato e non si confessa, per la Chiesa non può fare la comunione. In questo caso i medici sono fortemente nel peccato perché sono persone attive nel portare avanti l’aborto, questa uccisione. Sono protagonisti di una scelta di morte".

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di Antonio Rispoli
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