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Un giudice federale ha ordinato la sua ricerca

Brasile: perse le tracce dell’ex terrorista Cesare Battisti

È irreperibile al suo indirizzo a Rio De Janeiro

Brasile: perse le tracce dell’ex terrorista Cesare Battisti
04/08/2012, 09:05

ROMA - Dopo l’uscita dal carcere di Brasilia, nel giugno 2011, di lui non si hanno più tracce. È l’ex terrorista italiano Cesare Battisti, non più reperibile all’indirizzo da lui stesso comunicato alle autorità, a Rio de Janeiro, dopo aver lasciato la prigione. Per questo la polizia locale è alla sua ricerca: è stato un giudice federale di Brasilia, Alexandre Vidigal, secondo quanto riporta la stampa locale, ad affermare che Battisti è in un “luogo ignoto” e a mettere in moto la macchina delle sue ricerche. Se non verrà trovato entro cinque giorni, sarà lo stesso giudice Vidigal a chiedere alla polizia di aprire un indagine per rintracciarlo, e a quel punto Battisti diventerà a tutti gli effetti un ricercato.

A quanto pare, la polizia brasiliana, giunta al suo indirizzo di residenza a Rio de Janeiro per verificarne la dimora, altro non avrebbe potuto constatare che la sua assenza. Nessuno sa, insomma, dove Battisti si trovi. Secondo la legge brasiliana, gli stranieri che non si fanno trovare nei recapiti indicati alle autorità possono essere considerati irregolarmente presenti nel Paese, fatto che non esclude la possibilità di una deportazione.


LA STORIA

L’ex militante dei Proletari armati per il comunismo, arrestato nel 1979 con l’accusa di essere responsabile di quattro omicidi (tra cui quello del gioielliere Pierluigi Torregiani del 1979), evase dal carcere nel 1981 e si rifugiò in Francia, protetto dalla “dottrina Mitterrand”, che garantiva asilo politico ai condannati per terrorismo, diventando scrittore di gialli. Ma nel 2004 venne di nuovo arrestato, in virtù di nuovi accordi tra il governo italiano e quello francese. Rilasciato, è fuggito in Brasile, dove al termine di un lungo contenzioso legale e diplomatico, nel 2009, gli è stato riconosciuto lo status di rifugiato politico. È uscito dal carcere di Papuda a Brasilia nel giugno del 2011, dopo che il Supremo Tribunal federal brasiliano aveva respinto in una controversa sentenza la richiesta di estradizione avanzata dall’Italia.

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di Redazione
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