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L'autore della strage di Utoya si lamenta in una lettera

Breivik: "Condizioni disumane in carcere, non ho Internet"

Protesta anche per la censura sulla corrispondenza

Breivik: 'Condizioni disumane in carcere, non ho Internet'
09/11/2012, 19:24

OSLO (NORVEGIA) - Anders Behring Breivik, condannato a 21 anni per la strage di 77 persone tra Oslo e l'isola di Utoya, ha da ridire sulla sua detenzione. E lo fa con una lettera alle autorità penitenziarie del suo Paese. In particolare, considera contrarie alle leggi norvegesi e alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura il fatto di essere sotto serveglianza assidua e il fatto che il suo Pc ha una connettività limitata ad Internet. Inoltre, la sua corrispondenza viene censurata, ed anche questo viene considerato una violazione dei diritti del'imputato. 
In realtà tali limitazioni sono state introdotte dopo che un giornale, l'estate scorsa, rivelò una fitta corrispondenza via e-mail tra Breivik e gruppi di estrema destra. In esse il detenuto invita i gruppi a "continuare la lotta" e a creare un nuovo partito, il "movimento rivoluzionario conservatore".
Inutile dire che questa notizia ha provocato l'indignazione dei parenti delle vittime della strage, che hanno fatto presente che questo dimostra la pericolosità di Breivik: ancora non sembra essersi reso conto della gravità del crimine compiuto, e la considera una cosa leggera. 

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di Antonio Rispoli
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