Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Il killer davanti ai magistrati

Breivik: "Sono una brava persona e non sono folle"


Breivik: 'Sono una brava persona e non sono folle'
20/04/2012, 20:04

OSLO - La telenovela non si ferma. Breivik, il killer di Utoya, continua a pronunciare parole incredibili davanti ai magistrati: "Sono una brava persona, non sono un caso psichiatrico, sono sano di mente". Queste le sue dichiarazioni rilasciate in aula. Ci tiene ad essere considerato lucido, perché altrimenti - dice  - le sue azioni verrebbero sminuite.
"Capisco - ha sottolineato - che possa essere difficile per una nazione pacifica come la Norvegia assistere a un’azione così fondamentalista ma è importante vedere la differenza tra l’estremismo politico e la follia in senso clinico".
Il macellaio di Utoya e Oslo mostra sul volto la stessa freddezza e ha il medesimo sguardo beffardo dei giorni che seguirono il massacro: alcuni vedono in questo il segno dello squilibrio mentale. Ma lui nega, e anzi spiega:  si tratta di "un meccanismo di protezione - se provassi empatia crollerei psicologicamente". Breivik è prodigo di particolari, e precisa che questa "strategia di disumanizzazione" è iniziata in modo meticoloso nel 2006. Si è poi rivolto ad altri 'esempi'. Come Timothy McVeigh, l’americano che nel 1995 fece esplodere un camion-bomba davanti a un edificio federale di Oklahoma City provocando 168 morti e oltre 800 feriti. E poi le organizzazioni terroristiche come l’IrA e al-Qaida. Soprattutto Al Qaida ha attirato l'attenzione del killer, perché per lui ha il vantaggio di "abbracciare il martirio". Tra le altre novità, c'è quella secondo la quale l'attacco al quartiere dei ministeri non sarebbe stato l'obiettivo principale ma, secondo l'assassino, l'attacco è stato dirottato verso di essi quando il palazzo del governo "non è crollato".

Commenta Stampa
di Gaia Bozza
Riproduzione riservata ©