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Sequestrati 16 marinai, 10 dei quali italiani

Buccaneer, ultimatum dei pirati: pagate o uccidiamo gli ostaggi


Buccaneer, ultimatum dei pirati: pagate o uccidiamo gli ostaggi
24/04/2009, 18:04

Settantadue ore, o non ci saranno più speranze per gli ostaggi. Questo l’ultimatum lanciato dai sequestratori della nave Buccaneer, i pirati somali che dall’11 aprile tengono in ostaggio 16 marinai, 10 dei quali italiani. La notizia è stata diffusa dai familiari di due dei sequestrati, Vincenzo Montella e Giovanni Vollaro, entrambi originari di Torre del Greco, nel Napoletano, che ieri hanno potuto telefonare a casa. “Chiediamo il massimo interessamento da parte del governo, - hanno detto i familiari degli ostaggi, - e che Berlusconi faccia tutti i passi possibili per giungere alla liberazione degli ostaggi in mano ai pirati somali”.

Poche ore prima il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva dichiarato che l’Italia è “in contatto con il governo somalo e le autorità del Puntland”, la regione semi autonoma del nord est della Somalia, dove si trovano le basi dei pirati. Le autorità locali, secondo Frattini, si sarebbero adoperate “per smussare alcune posizioni più rigide all’interno delle fazioni responsabili del sequestro”.

Nei giorni scorsi era circolata una versione poi smentita, secondo la quale, a detta delle autorità locali, il cargo Buccaneer era stato sequestrato dalle forze di sicurezza perché trasportava dei rifiuti tossici che aveva intenzione di smaltire nelle acque somale. La società armatrice del cargo, la Micoperi, aveva poi smentito la versione fornendo prove fotografiche alla Farnesina.

La notizia dell’ultimatum è ancora in corso di verifiche da parte del ministero degli Esteri, mentre dall’armatore della Buccaneer è già arrivata una smentita sulla veridicità della richiesta di riscatto pena la morte degli ostaggi.

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di Nico Falco
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