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Ma la compagnia aerea: "La maglietta era offensiva"

Cacciata dall'aereo perchè indossa una T-shirt pro-aborto


Cacciata dall'aereo perchè indossa una T-shirt pro-aborto
25/05/2012, 17:05

USA - Ormai negli Stati Uniti si è arrivati alla criminalizzazione delle persone che sostengono posizioni pro-aborto. Come è successo oggi, su un aereo della American Airlines.
Una passeggera era salita a bordo con uno scialle molto ampio, che le copriva una maglietta con la scritta: "If I wanted the government in my womb, I'd fuck a senator!" (in italiano: "Se avessi voluto il governo nel mio grembo, mi sarei scopata un senatore!"). Naturalmente, una volta seduta si è tolta lo scialle e la scritta è stata in piena vista. Ma prima di partire, una hostess e il capitano si sono avvicinati e hanno pregato la donna di cambiarsi la maglietta, in quanto avrebbe turbato la sensibilità degli altri passeggeri. Una richiesta impossibile da soddisfare, dato che i vestiti erano nella stiva, che ospitava i bagagli. E così la donna è stata costretta a scendere ed aspettare l'aereo successivo, naturalmente badando a coprire bene la scritta anche a bordo dell'aereo.
La compagnia nega che ci sia stata alcuna malevolenza verso la donna o verso la scritta; ma c'era il problema della parolaccia "fuck". Per questo hanno deciso di farla scendere.
Ora, "fuck" (che si può tradurre con "fottere" o "scopare") è oggettivamente una parolaccia, ma è usata nel linguaggio di tutti i giorni, senza che nessuno si scandalizzi. Possibile che su quell'aereo fossero tutti così puritani da scandalizzarsi per così poco?

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di Antonio Rispoli
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