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I laburisti attendono l'esito delle trattative

Cameron pronto a sedurre Clegg ma no alla riforma elettorale


Cameron pronto a sedurre Clegg ma no alla riforma elettorale
07/05/2010, 23:05

LONDRA – Un risultato elettorale così incerto in  Gran Bretagna non lo si vedeva da oltre trent’anni.  Infatti gli inglesi hanno fatto della governabilità e del bipolarismo maggioritario i tratti salienti della loro forma di governo dalla qual poi sono mutuati gli attuali sistemi parlamentari in tutto il Mondo. Appunto  il modello Westmister è il punto di riferimento per tutti gli Stati che vogliono indossare l’etichetta della democrazia.
Ora però la così detta alternanza tra Conservatori e Laburisti sembra essersi bruscamente fermata a causa non tanto del terzo incomodo il partito Liberal Democratico ma più che altro per le  non esaltanti prestazioni dei Tories di Cameron e lo sfacelo dei Labur di Brawn.
Prima delle elezioni il liberal democratico Clegg sembrava essere destinato ad essere la vera sorpresa poiché nei sondaggi e nei confronti con gli altri leader sembrava riscuotere gran successo tra gli elettori.
Un allarme per i laburisti e i conservatori che hanno messo in campo una campagna elettorale “porta a porta” per rastrellare fino all’ultimo voto così da recuperare gli indecisi ed assicurarsi la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni.
Un obbiettivo che tutte le forze politiche inglesi non hanno raggiunto: i Tories pur avendo nettamente vinto le elezioni non hanno ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento fissata in 326 seggi fermandosi a quota 306.
Allora l’unica alternativa sarà un governo di coalizione, un istituto non ben visto dai pragmatici politici d’Oltremanica i quali hanno anche dato vita ad esecutivi che alla Camera dei Comuni potevano contare su un solo deputato in più pur di evitare ambigue alleanze.
Ma si sa ogni regola, anche quella politica, ha l’eccezione che la conferma e dunque via alle trattative.
Il leader dei Conservatori, David Cameron, che ha vinto le elezioni britanniche ha chiesto ai Liberal democratici di Nick Clegg di aiutarlo a formare il nuovo governo. Dopo aver ringraziato Clegg per aver riconosciuto il diritto dei Conservatori a formare il prossimo governo - avendo conquistato la maggioranza dei seggi e del voto popolare - Cameron ha offerto ai Lib Dem un accordo «ampio, aperto e globale» per una partnership di governo, sottolineando che il Paese ha in questo momento bisogno di un esecutivo «forte e stabile». Cameron ha comunque posto dei paletti fermi, ribadendo che il Regno Unito non dovrà «cedere più poteri all’Unione europea», e dovrà in particolare mantenere il «controllo sull’immigrazione» e «la difesa del Paese». Per quanto riguarda invece una eventuale riforma del sistema elettorale, fortemente voluta dal partito di Clegg, Cameron ha detto che «se ne dovrà discutere», ricordando come «i Liberal democratici hanno le loro idee su questo, noi abbiamo le nostre».
Prima avevamo detto nessun vincitore in questa tornata elettorale inglese, ma ora se si riflette bene il vincitore c’è e sono i Liberal Democratici.
Proprio il partito di Clegg, infatti, sarà l’ago della bilancia della politica britannica e se i centristi punteranno sulla riforma elettorale c’è da giurare che a Westmister si respirerà l’aria dell’aula di Palazzo Madama all’epoca dell’ultimo governo Prodi.
Gordon Brown sta alla finestra e aspetta sulla riva del fiume il cadavere di Cameron qualora le trattative con Clegg dovessero fallire, il leader laburista ha già pronto un piatto prelibato per i liberal democratici : un referendum sulla legge elettorale.

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di Mario Aurilia
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