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CANADA: NO ALLE DISCRIMINAZIONI PER GLI OBESI


CANADA: NO ALLE DISCRIMINAZIONI PER GLI OBESI
01/12/2008, 12:12

C'è una categoria di persone, sottilmente ma continuamente discriminata: gli obesi. La discriminazione non è evidente, ma continua: l'obeso è lo zimbello di classe a scuola; è quello che non trova facilmente lavoro; è quello che ha serie difficoltà a trovare vestiti o scarpe adatte e di classe; è quello che spesso ha anche problemi con sedie e sediolini, perchè troppo strette. Ma tanto c'è il principio che l'obeso è un mangione e quindi se lo merita perchè è colpa sua. Ma un grosso problema sorge quando si prendono alcuni mezzi di trasporto, come treni o aerei. Tanto che quasi tutte le compagnie aeree fanno pagare biglietto doppio agli obesi, all'insegna del principio: si paga per quanti posti si occupano. Ma adesso le compagnie aeree canadesi non potranno più farlo. Infatti una sentenza della Corte Suprema canadese ha stabilito che questo è un regime discriminatorio e che pertanto anche gli obesi dovranno pagare un solo biglietto quando vanno in aereo. Air Canada e WestJet hanno presentato ricorso, ma sono diverse le compagnie di trasporti, in altri settori, a cominciare da quelle di autobus, che fanno sedili di dimensioni adeguate. Quindi anche le compagnie aeree possono adeguarsi, basta volerlo.

Ma non è un caso unico: Jean-Jacques Juffret, sceneggiatore e regista francese (160 chilogrammi di peso) ha fatto causa ad AirFrance proprio per questo motivo, aggiungendo che l'avevano prima umiliato, prendendogli la circonferenza al chack-in e poi gli avevano fatto pagare un biglietto doppio, per un viaggio che doveva fare fino a Nuova Delhi. Il Giudice alla fine ha condannato la compagnia aerea francese a risarcire il costo del secondo biglietto (500 euro) e a pagare altri 8000 euro per la discriminazione e l'umiliazione subita dallo sceneggiatore. Ma questo è un atteggiamento estremamente diffuso. Anche British Airways o la portoghese TAP fanno lo stesso. AirOne anche, ma con uno sconto: un biglietto e mezzo anzichè due. Come se cambiasse qualcosa, visto che si calpesta la dignità di un individuo.

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di Antonio Rispoli
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