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Gli al Shabab uccidono anche il ministro alla Sicurezza

Carneficina in Somalia, almeno 50 morti e cento feriti


Carneficina in Somalia, almeno 50 morti e cento feriti
18/06/2009, 20:06

E’ di almeno 50 morti e di un centinaio di feriti il bilancio dell’attentato suicida compiuto oggi contro un albergo nella città di Beledweyne, nel nord di Mogadiscio. Un testimone ha dichiarato di aver visto l’attentatore, a bordo di un’autobomba, che si dirigeva a velocità sostenuta contro le altre automobili che stavano lasciando la struttura alberghiera. Il veicolo, di piccola cilindrata, ha centrato le altre vetture. Poi, l’esplosione, davanti all’ingresso dell’albergo Medina. Un boato tremendo.
E’ solo l’ennesimo massacro che si consuma in Somalia, dove già è stato assassinato il capo della polizia. Mercoledì scorso un obice centrò una moschea, causando dieci morti. Questa volta però le milizie degli al Shabab, legati ad al Qaeda, hanno alzato il tiro e sono riusciti ad uccidere, oltre ad una cinquantina di persone, anche uno dei vertici del Governo transitorio nazionale: si tratta di Omar Haji Aden, ministro alla Sicurezza nazionale.
Il ministro aveva da poco concluso una riunione all’albergo Medina, alla quale avevano presenziato, tra gli altri, anche Adbulkarim Ibrahim Lanknyo, l’ambasciatore etiopico in Somalia, ed alcuni funzionari di polizia. L’obiettivo era mettere a punto una strategia di risposta all’offensiva degli al Shabab, che ormai hanno conquistato due terzi del paese. La loro presenza nell’albergo deve essere però arrivata all’orecchio dei miliziani, che non si sono certo lasciati scappare l’occasione.
L’hotel, investito in pieno dall’esplosione, è crollato. Testimoni hanno riferito che l’attentato è stato messo a segno con una Toyota imbottita di tritolo, che si è lanciata contro le automobili ed è saltata in aria. Molte delle vittime sono morte alcuni minuti dopo, per le ferite riportate, ed il bilancio provvisorio di 50 morti potrebbe, nelle prossime ore, divenire ancora più drammatico. Ufficialmente le vittime sono venti, ma secondo la televisione al Jazeera sono invece 50, mentre il numero di feriti supera il centinaio.
Il presidente Sheick Sharif Sheikh Ahmed non ha mai avuto dubbi, attribuendo l’attacco immediatamente alle cellule somale di al Qaeda. La risposta è arrivata nel giro di un’ora: l’attentato è stato rivendicato dagli al Shabab durante una conferenza organizzata a Mogadiscio. “Abbiamo ucciso molti cosiddetti funzionari governativi, compreso il cosiddetto ministro per la Sicurezza nazionale”, ha annunciato Alì Mohamed Rage, portavoce dei miliziani.

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di Nico Falco
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