Dal mondo / Asia

Commenta Stampa

Girone: “Lottiamo per nostra innocenza”

Casa Marò, Bonino: Pena di morte è esclusa


Casa Marò, Bonino: Pena di morte è esclusa
28/11/2013, 18:17

La possibilità che i due marò possano essere condannati a morte “è stata ufficialmente esclusa”. Replica così il ministro degli Esteri Emma Bonino a quanto riporta il sito dell’ Hindustan Times, secondo cui la Nia, National Investigation agency, avrebbe chiesto per i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre la pena di morte.
La Nia pare abbia inviato la richiesta lunedì in una relazione destinata al ministero dell’Interno. La richiesta della pena di morte sarebbe alla base di una legge approvata nel 2002 che recita: se un a persona provoca la morte di un individuo deve essere punita con la pena di morte, come prevede il Sua Act sulla "repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima e delle piattaforme fisse sulla piattaforma continentale".
Contattato dall’agenzia di stampa Adnkronos, l’inviato speciale del governo, Staffan De Mistura, ha dichiarato: “Anche in passato abbiamo visto notizie della stampa indiana che poi rappresentavano soltanto delle illazioni. Sia da parte del governo indiano che delle autorità italiane non ci sono commenti". "Quello che conta per noi - ribadisce De Mistura, rientrato in Italia dopo esser stato in India - è la posizione del giudice. Avevo già detto che la Nia avrebbe potuto provare ad alzare il tiro, ma conta la posizione del giudice e delle autorità indiane".
Di pena di morte se ne era già parlato tempo fa ma il portavoce del governo indiano Syed Akbaruddin aveva ricordato che "il caso non rientra tra quelli che sono punibili con la pena di morte". Anche il ministro degli Esteri Salman Khushid aveva rassicurato l’Italia e in particolar modo i due marò, escludendo la pena di morte perché si applicava solo in “casi rari”.
I marò Latorre e Girone sono in India dal mese di febbraio 2012, accusati di aver ucciso due pescatori.
Interpellata dall'Adnkronos, Vania Girone, moglie di Salvatore Girone, dichiara: ''Non abbiamo avuto nessuna conferma di quelle notizie di stampa. Aspettiamo in via ufficiale i capi di imputazione e attendiamo i risultati dell'inchiesta''.
''Siamo preoccupati - aggiunge - ma abbiano nel cuore la stessa speranza di sempre: che questa vicenda finisca nel migliore dei modi, ovvero con il ritorno a casa'' dei due marò. ''Con la stessa dignità con la quale mio marito e Massimiliano sono partiti'', conclude Vania Girone.

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©