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Napolitano:"Una decisione deplorevole"

Caso Battisti: Il Brasile nega l'estradizione e l'Italia prepara il ricorsoa all'Aja

Il Pd sicuro:"E' colpa di Berlusconi"

Caso Battisti: Il Brasile nega l'estradizione e l'Italia prepara il ricorsoa all'Aja
09/06/2011, 19:06

Il Tribunale Supremo del Brasile ha confermato la decisione del Presidente Luiz Inacio Lula da Silva: non ci sarà alcuna estradizione verso l'Italia e, Cesare Battisti, tornerà presto libero in Brasile. Un pronunciamento che ha fatto letterlamente infuriare il Quirinale che, in una nota, ha definito la mancata "collaborazione" brasiliana come un'azione che "assume un significato gravemente lesivo del rispetto dovuto sia agli accordi sottoscritti in materia tra l'Italia e il Brasile sia alle ragioni della lotta contro il terrorismo condotta in Italia - in difesa delle libertà e istituzioni democratiche - nella rigorosa osservanza delle regole dello Stato di diritto".

NAPOLITANO PRONTO AL RICORSO ALL'AJA
Anche lo stesso Giorgio Napolitano, dopo aver criticato la scelta di Lula, ha esternato la propria solidarietà a tutte le vittime dei crimini commessi dall'ex terrorista e si è detto disponibile ad "ogni passo che l'Italia vorra' compiere avvalendosi di tutte le istanze giurisdizionali cui compete assicurare il pieno rispetto delle convenzioni internazionali".

LE ALTRE REAZIONI
E mentre il criminale condannato in Italia a quattro ergastoli lasciava il carcere di Papuda (Brasilia), godendosi la sua prima notte da uomo libero, dalla Farnesina al Partito democratico, il coro di sdegno appariva unanime anche se con un'analisi differente di responsabilità e conseguenze.
Mentre Frattini rilevava "come la decisione odierna del massimo organo giudiziario brasiliano, oltre ad offendere il diritto alla giustizia per le vittime dei crimini di Battisti, appaia contraria agli obblighi sanciti dagli accordi internazionali che legano i due Paesi, peraltro accomunati da profondi e antichi legami di amicizia e consanguineità", il Pd, attraverso il  proprio responsabile Esteri, Lapo Pistelli, diceva di ispirarsi "
alle parole sagge pronunciate a gennaio dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, relative a una sostanziale incapacità italiana di trasmettere e far capire davvero cosa abbia rappresentato il fenomeno del terrorismo in Italia. Ci chiediamo amaramente quanto abbia pesato, in tutta la vicenda Battisti e nel suo epilogo di stanotte, la sostanziale perdita di credibilità internazionale del presidente del Consiglio, i suoi ripetuti attacchi all'imparzialita' del sistema giudiziario italiano. Tutti fenomeni ampliamenti noti e da noi piu' volte commentati".

RICHIESTA A FRATTINI E TENTATIVO DI RICONCILIAZIONE
Il centrosinistra italiano, comunque, ha tentato di gettare acqua sul fuoco; dimostrandosi almeno in parte conciliatorio:"Siamo certi che i nostri due Paesi e popoli sapranno superare questo momento e ribadire, nel rispetto e nell'amicizia che hanno caratterizzato il nostro passato e che ancor piu' marcheranno il nostro futuro, i vincoli di collaborazione e di intercambio politico, culturale e economico. Chiediamo, tuttavia, che il governo italiano e, in particolare, il ministro degli Esteri, riferiscano in Parlamento quanto prima delle procedure e degli atti che l'Italia vuole porre in essere, a livello bilaterale e multilaterale, perché si giunga a riconsiderare la vicenda Battisti dal punto di vista legale e giudiziario".

LE RISPOSTE (CONTRASTANTI) DAL BRASILE
Intanto, Il ministro brasiliano Ricardo Lewandowski, dopo aver votato  per la scarcerazione di Battisti, ha precisato che la decisione di Lula non poteva sconfessata in alcun modo  che palesava "la volontà sovrana dello Stato brasiliano".
Al contempo, come si legge testualmente su Rainews24, Il ministro Gilmar Mendes, relatore della causa, ha tenuto un discorso di più di due ore per difendere l'estradizione di Battisti. Per Mendes, la decisione di Lula deve essere contestata, dal momento che, secondo lui, il presidente non ha rispettato il trattato bilaterale di estradizione firmato tra Brasile e Italia.
Hanno inoltre votato per la scarcerazione di Battisti Luis Fux, Carmen Lucia, Ricardo Lewandowski, Joaquim Barbosa, Ayres Britto e Mello. Per l'estradizione si sono espressi, oltre a Gilmar Mendes, i ministri Ellen Gracie e Cezar Peluso.
In ultimo, come diffuso dall'Ansa,  l'attuale presidente brasiliana Dilma Rousseff, che ha succeduto Lula dallo scorso 31 dicembre, avrebbe affermato che:"Le decisioni del Supremo Tribunale Federale non si discutono: si accettano". Una netta maggioranza di personalità politiche pro-liberazione, dunque, ha avuto facilmente la meglio su brasiliani che intendevano invece consegnare il criminale rosso alle autorita italiane.

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di Germano Milite
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