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Direttore generale promette a governo intervento dell’Onu

Caso Marò, l’Italia in pressing sull’Onu: “Interverrà Ban Ki-Moon”


Caso Marò, l’Italia in pressing sull’Onu: “Interverrà Ban Ki-Moon”
13/02/2014, 19:06

Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu promette all’Italia un suo intervento presso le autorità indiane. Un cambio di rotta, dunque, dopo il pressing diplomatico italiano, di cui il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha riferito intervenendo in Parlamento, prima al Senato e poi alla Camera.

 Secondo la titolare della Farnesia, il segretario generale dell’Onu "mi ha assicurato comprensione e un intervento verso le autorità indiane". A quanto si è appreso in ambienti diplomatici, il segretario generale si è detto "sorpreso" per la decisione indiana di ricorrere all'applicazione del Sua Act, la legge anti-terrorismo e ha sottolineato la propria intenzione di approfondire la questione, anche dal punto di vista giuridico.

 La Bonino, a Palazzo Madama, alla presenza dell’inviato speciale del governo Staffan de Mistura, appena rientrato dall’India, ha parlato della delusione del governo italiano, in seguito alla reazione iniziale di Ban Ki-Moon: "Mi sembra lasci a desiderare e ci ha sollevato grande rammarico e fortissima perplessità". “Non è una questione bilaterale tra due Stati, è una questione di diritto, ha dichiarato ancora Emma Bonino, che coinvolge Ue e Nato. Ed Ue e Nato sono schierate con l'Italia, perché preoccupate dall'uso abusivo di un quadro giuridico che mette a rischio l'intera azione internazionale contro la pirateria".

La richiesta del procuratore generale indiano di applicare la legge anti-terrorismo (Sua Act) nel capo di imputazione ha "modificato sensibilmente i termini della questione". "Ci sono", ha ricordato la titolare della Farnesina, "molteplici convenzioni sul terrorismo sottoscritte in seno Onu oltre a risoluzioni del Consiglio di Sicurezza alla base delle operazioni anti-pirateria a cui l'Italia partecipa e a cui partecipavano i maro': convenzioni che hanno alla base non solo l'esigenza di condurre la lotta alla pirateria e al terrorismo, ma anche quella, non meno importante, di prevenire abusi e interpretazioni divergenti del termine di terrorismo o terroristi". Spesso, ha detto, se ne fa "un uso generoso se non abusivo, ecco perché - ha dichiarato – è  bene che ci sia una sorveglianza multilaterale sul modo di applicare le legislazioni nazionali questa materia". "Non si tratta di una divergenza o di una disputa tra due membri delle Nazioni Unite, ma di una massa critica di Stati che solleva queste preoccupazioni".

Il ministro  Bonino ha, inoltre,  precisato che nella serata di mercoledì c'è stato anche un incontro tra il rappresentante permanente italiano all'Onu, Sebastiano Cardi e Ban Ki-moon. Durante il colloquio Ban ha espresso la sua "preoccupazione per la possibile applicazione del Sua Act". Nelle prossime ore, in vista del pronunciamento della Corte Suprema indiana sul capo di imputazione ai due marò, il pressing diplomatico italiano non si ferma. Ci sarò, infatti, un nuovo intervento dell'Ue su Ban Ki-moon e Madame Pesc, Catherine Ashton, ne parlerà direttamente con lui. Nei prossimi giorni, inoltre, la Bonino incontrerà direttamente Navi Pillay, l'Alto Commissario per i Diritti Umani, a cui nelle scorse settimane aveva inviato una lettera per sollevare il problema della violazione dei diritti umani dei due fucilieri di Marina, per i quali - a due anni dall'inizio della vicenda- non è stato ancora ascritto formalmente un capo di imputazione.

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di Erika Noschese
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