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CASO POLANSKI: CONTINUA LA QUERELLE SUL PROCESSO AL REGISTA


CASO POLANSKI: CONTINUA LA QUERELLE SUL PROCESSO AL REGISTA
07/01/2009, 09:01

La Procura di Los Angeles si è opposta alla richiesta formulata dal regista Roman Polanski di spostare il processo che lo riguarda lontano dalla città, dato l'atteggiamento di non obiettività della procura stessa. Il motivo dell'opposizione risiede nel fatto che il regista è latitante e quindi se ne potrà discutere solo dopo la sua estradizione o il suo ritorno.

Il tutto nasce nel 1977, quando Polanski fu arrestato per avere fatto sesso con una minorenne, con le accuse di stupro con uso di stupefacenti, perversione e sodomia (sembra strano, ma sono reati che esistono ancora in alcuni degli Stati Uniti, ndr). Il regista ammise parzialmente i fatti, dicendo che il rapporto c'era stato, ma asserendo che era stato consensuale e il resto era stato una trappola preparata dalla mamma della ragazza con l'intento di estorcergli dei soldi. In virtù di questa parziale confessione, nel 1978 chiese di patteggiare la pena. Il giudice dette il suo assenso, ma la Procura, che ha sempre dimostrato un ingeneroso accanimento sulla vicenda, mandò tutto all'aria. Così Polanski, avendo ottenuto il permesso di tornare in Europa per finire di girare un film, restò qui, e da allora non è più potuto tornare negli USA. Da notare che i parenti della vittima (o presunta tale) hanno ufficialmente perdonato il regista.

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di Antonio Rispoli
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