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Le tante cose non vere che si leggono sui giornali

Castro, Ahmadinejad ed i cattivi "non cattivi"


Castro, Ahmadinejad ed i cattivi 'non cattivi'
12/07/2010, 08:07

Ultimamente si moltiplicano gli articoli in cui vengono attaccati, molto sistematicamente, i cosiddetti regimi: Cuba, Iran, e a volte Venezuela, Bolivia, e via elencando. Esaminiamoli uno per volta
Cuba è guidata da Fidel Castro da 50 anni, cioè da quando guidò un esercito rivoluzionario contro il dittatore Batista, sanguinario, ma legato a filo triplo sia con il governo statunitense che con la mafia. Questo gli Usa non l'hanno mai digerito, tanto che già nel 1961 tentarono di riconquistare il potere nell'isola con lo sbarco nella Baia dei Porci, una operazione militare pensata male ed organizzata peggio, che finì in un disastro. Allora il governo Kennedy impose l'embargo più lungo della storia: persino l'assedio di Troia durò solo 20 anni, mentre qui nel 2012 arriveremo a 50 anni consecutivi. Due generazioni di cubani che non hanno potuto partecipare al benessere mondiale. Però in questi anni Cuba è diventato un Paese che, a dispetto della povertà, ha sviluppato un welfare degno di un Paese occidentale: la mortalità infantile è inferiore a quella degli Stati Uniti; il livello degli ospedali è tale che tra le squadre di soccorso che molti Paesi hanno mandato ad Haiti, dopo il terremoto di inizio 2009, tra i più apprezzati c'erano i medici cubani; le scuole danno un buon livello di cultura, tanto che i cubani che scappano negli Usa, se riescono a non farsi ammazzara dalla Polizia di Miami, sono apprezzatissimi come manodopera specializzata. Non c'è libertà di espressione? Verissimo. Ma c'è anche un'altra realtà che viene taciuta: Gli Stati Uniti pagano ogni anno oltre 10 milioni di dollari per finanziare propagandisti professionisti, al fine di screditare il governo cubano ed anche di farsi arrestare. Tanto poi i media occidentali gonfiano le cose e li fanno passare per pacifici martiri della malvagità castrista. Per esempio, prendiamo il caso di Yoani Sanchez, giornalista e blogger cubana, accredidata come vittima del regime. Innanzitutto c'è una cosa che pochi sanno: a Cuba non ci sono server per Internet, le linee sono connesse a provider statunitensi, che bloccano sistematicamente ai cubani la possibilità di accedere ad Internet. L'unica possibilità è quella di usare le linee satellitari, che però sono proibite alla maggior parte dei cubani, dato l'alto costo del canone mensile. Come fa la Sanchez? Dove trova i soldi per connettersi? E poi come mai nessuno la disturba? I pagamenti per Internet passano necessariamente attraverso il sistema bancario cubano; basterebbe bloccarli e la Yoani non scriverebbe più. In realtà la persecuzione di cui soffre la giornalista è solo inventata, Yoani Sanchez è una delle propagandiste pagate dal governo statunitense per cercare di delegittimare il governo castrista. Anche di recente, tutti a parlare di Guillermo Farinas, il dissidente in sciopero della fame da due mesi per chiedere la liberazione di 52 detenuti. Ma Farinas faceva lo sciopero della fame da casa sua e se a Cuba c'è tanta illiberalità, perchè farlo parlare? Lo si prendeva, lo si metteva in galera e gli si faceva fare un digiuno assoluto. In realtà nulla del genere. Allora come mai?
Passiamo all'Iran, dove la vulgata dei quotidiani italiani ci parla di un regime illiberale, di un Presidente che vuole distruggere Israele e menate simili. Ma è così? Beh, innanzitutto in Iran esiste di fatto una teocrazia, cioè un governo di religiosi, dato che le decisioni politiche devono sottostare all'inappellabile giudizio del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, un gruppo di religiosi che verifica la compatibilità delle leggi con le loro interpretazioni del Corano. E questo di certo non aiuta. Ma l'elezione del Presidente Mohammud Ahmadinejad è stata giudicata regolare persino dall'Onu, anche se nessuno l'ha detto. Inoltre è stato tragicamente divertente legge delle manifestazioni dell'onda verde, guidate dal "democratico" Mir Hossein. Talmente democratico che è un estremista religioso, che contesta al Presidente di non rispettare abbastanza il Corano. In pratica stiamo parlando di qualcuno che professa idee molto vicine a quelle applicate dai talebani in Afghanistan. E da questo punto di vista è giunta a proposito la strana morte di Nadia, la cosiddetta seguace di Hossein rimasta uccisa in scontri di piazza in circostanze mai chiarite, visto che le uniche testimonianze rese note sono quelli degli uomini di Hossein, che le hanno trovato addirittura due madri (la prima era risultata talmente poco credibile che le hanno affibiato un'altra Nadia come figlia, di cui nessuno ha mai saputo nulla, giustificando il tutto come un caso di omonimia). Purtroppo nessuno si sofferma a ragionare su queste stranezze e si crede a qualsiasi cretinata venga scritta o detta, senza alcuna verifica. Un altro esempio sono le dichiarazioni del Presidente iraniano, Ahmadinejad, di cui si legge che ha minacciato più volte di distruggere Israele e per questo vuole costruire la bomba atomica. Ma stanno così i fatti? Sicuramente no per la prima parte: Ahmadinejad non ha mai detto che l'Iran ditruggerà Israele, ha fatto tutt'altro genere di discorso. Ha semplicemente detto che, essendo Israele una costruzione posticcia voluta dall'Occidente, un corpo estraneo nel tessuto mediorientale, è destinato prima o poi ad essere distrutto. Potremmo dire, usando termini che il Presidente iraniano non ha usato, per una necessità storica. Per carità, il discorso è assolutamente opinabile e ci possiamo fare sopra bei dibattiti, ma è evidente che è un concetto lontanissimo da quello che raccontano sui giornali. Sul nucleare, per chi segue un po' le cose, è ancora più evidente la malafede di chi racconta certe cose. La tecnologia per costruire una bomba atomica artigianale (diciamo potente a sufficienza da distruggere una mezza città) è nota da 40 anni. Essendo l'Iran in ottimi rapporti con la Russia, non avrebbe avuto difficoltà a comprare un po' di plutonio, di quello che veniva prodotto dalle tante centrali nucleari che l'Urss aveva a questo scopo. E in 40 anni poteva costruire tante bombe da radere al suolo Israele e Stati Uniti. Perchè non l'ha fatto? Semplicemente perchè questo è proibito dalla teocrazia iraniana. Esiste una fatwa (ordine emesso da un religioso, a cui obbedire a tutti i costi) dell'Ayatollah Khomeini della fine degli anni '70 che vieta l'uso di armi di distruzione di massa. fatwa che fu confermata durante la guerra con l'Iraq, quando l'Iran rinunciò ad usare i missili Scud (missili terra-terra con portata di 100 Km, derivati dalle V-2 tedesche della Seconda Guerra Mondiale) contro le città irachene, proprio perchè non era possibile mirare. La rinuncia fu un ordine diretto di Khomeini, che confermò la fatwa precedentemente lanciata. Infatti l'Iran è uno dei pochissimi Paesi al mondo che non ha armi chimiche, nucleari o batteriologiche anche se ha la tecnologia per crearle. E per levare quella fatwa (immaginando l'obiezione che qualcuno può fare) c'è bisogno di qualcuno che abbia una autorità morale nel mondo islamico superiore a quella di Khomeini; cosa che al momento non è neanche all'orizzonte. Un altro Ayatollah con minore autorità morale potrebbe levarla,  ma pochi lo seguirebbero e meno ancora sarebbero i musulmani che rispetterebbero un leader religioso così presuntuoso.
Naturalmente eguali menzogne propagandistiche vengono raccontate per ogni teatro: Cina, Afghanistan, Iraq, Venezuela, Bolivia e così via. Si racconta solo quello che fa comodo a questo o quel governo e mai la verità.

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di Antonio Rispoli
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