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Sindacati e governo non approvano, nè criticano

Caterpillar sotto scacco, sequestrati 5 manager


Caterpillar sotto scacco, sequestrati 5 manager
31/03/2009, 21:03

Una indennità di licenziamento pari a tre mensilità per ogni anno di anzianità, con un tetto massimo di 30mila euro, insieme alla non dismissione degli impianti. Queste tra le richieste avanzate dagli operai della Caterpillar che hanno deciso di passare alle maniere forti, sequestrando cinque dirigenti. No secco alla proposta dell’azienda, che prevedeva un’indennità fissata al 60% della mensilità con un tetto massimo di 10mila euro.

E’ ancora la volta la Francia, ed in particolare Grenoble, lo scenario dell’ennesimo sequestro di dirigenti da parte di operai che vedono improvvisamente minacciato il proprio posto di lavoro e scelgono la via drastica nel disperato tentativo di non finire in mezzo a una strada. Alcuni dipendenti del gruppo Caterpillar hanno sequestrato cinque dirigenti dell’azienda nell’ufficio della direzione di Grenoble. E’ la risposta all’annuncio dell’azienda, risalente ai giorni scorsi, che aveva dichiarato di voler tagliare 733 posti di lavoro. Ma il loro esempio è destinato a far scuola: in serata infatti anche Francois-Henri Pinault, patron del gruppo PPR, leader del lusso, è stato sequestrato da alcuni dipendenti del gruppo.

Nella Caterpillar sono stati sequestrati, oltre a Nicolas Polutnick, direttore della sede di Grenoble, il direttore del personale, un responsabile del servizio del personale, il responsabile dei prodotti europei e quello della sezione acquisti. In un incontro coi giornalisti, lasciati passare dagli operai, Polutnick ha spiegato che un piano di ristrutturazione è un procedimento complesso, e che è difficile raggiungere un negoziato senza libertà di movimento. Sulla propria condizione non ha voluto rispondere: quando gli hanno chiesto se fossero sotto sequestro, si è limitato a rispondere “traetene le conclusioni che volete”.

Anche Francois-Henri Pinault ha dovuto fare i conti con gli operai inferociti. I dipendenti del gruppo PRR (Gucci, Saint Laurent e Bottega Veneta) lo hanno tenuto sotto sequestro per un’ora. Secondo le prime ricostruzioni Pinault, a capo dell’impero del lusso PPR come erede del padre, sarebbe stato bloccato a Parigi da un centinaio di operai dei magazzini Fnac e Conforama, mentre usciva da una riunione di PPR a livello europeo. E’ ripartito solo dopo l’intervento della polizia, che è riuscita a sgomberare la zona dai manifestanti.

Sempre in Francia, nel recente passato si erano verificati dei casi analoghi. Il 12 marzo scorso l’amministratore delegato della Sony francese era stato sequestrato dai dipendenti e costretto a passare la notte nella fabbrica di Pontonx-sur-l’Adour, destinata a chiudere i battenti ad aprile; l’iniziativa aveva portato ad un negoziato conclusosi col miglioramento delle condizioni di allontanamento dei lavoratori. Il 23 marzo era stata invece la volta del direttore dello stabilimento della 3M di Pithiviers, liberato soltanto dopo che l’azienda aveva preso impegni a riprendere i negoziati sull’allontanamento di 170 dipendenti previsto per il prossimo primo aprile.

I sindacati ed il governo, pur non approvando i modi, non si sono espressi in modo critico verso le iniziative. I sindacati hanno a più riprese dichiarato di non condividere i sistemi di protesta scelti, ma hanno invitato a mettersi nei panni dei dipendenti che presto perderanno il posto di lavoro, e di considerare che il loro operato è dettato solo dalla preoccupazione per il proprio futuro. Nemmeno il governo di Parigi si è lasciato andare ad aperte critiche contro i sequestri, lanciando invece strali contro la politica intrapresa da molte aziende, che hanno deciso di ridurre drasticamente i posti di lavoro giustificandosi con la necessità di tagliare i costi per via della crisi.

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di Nico Falco
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