Dal mondo / Asia

Commenta Stampa

Medici e infermieri non potevano raggiungere la struttura

Centinaia i morti all'ospedale di Tripoli isolato per ore

Trovati 17 sopravvissuti

Centinaia i morti all'ospedale di Tripoli isolato per ore
26/08/2011, 19:08

Giungono solo adesso, a distanza di molti giorni, durante i quali i lealisti hanno combattuto senza tregua contro il rais Gheddafi, le immagini dell’ospedale di Abu Slim a Tripoli.
Testimonianza di quella che si mostra come una delle guerre più violente della Libia, l’ospedale era rimasto abbandonato , privo di medici e medicinali mentre al suo interno molti civili erano in fin di vita.
Fino a poco tempo fa i lealisti avrebbero impedito ai medici e a infermieri di raggiungere l’ospedale ed è così che a perdere la vita sono stati in molto.
L’inviato di al Jazeera a Tripoli è riuscito nelle ultime ore ad entrare nella struttura ospedaliera e lo scenario che si è trovato davanti lo ha lasciato senza fiato. I corpi di un centinaio di pazienti erano distesi privi di vita a terra, vicino all’immondizia e altri sui letti. Cadaveri ovunque. Venticinque i corpi ritrovati sui lettini e sulle barelle, altri sparsi nei vari reparti per non parlare di quelli accatastati nel cortile.
Questo il quadro che le telecamere della tv di Doha hanno ripreso e che mostrano come donne, anziani e giovani civili, sono morti per non aver ricevuto le cure mediche a causa dei combattimenti che hanno tenuto l’ospedale isolato.
Odore di putrefazione, macchie di sangue, corpi di ragazzini , civili e ribelli distesi l’uno accanto all’altro, continua a spiegare il giornalista nel suo servizio.
Solo in 17 sono riusciti a salvarsi. Questi sono stati subito trasferiti dalla Croce rossa in un altro presidio sanitario di Tripoli.
Numerose testimonianze spiegano come sia stato impossibile raggiungere l’ospedale. Zine Mohammed al-Zadma, la madre di uno dei sopravvissuti, racconta: “È stato ferito a Bab al Aziziya. Ma non sapevo che fosse arrivato qui. È la prima volta che lo vedo, oggi, dopo cinque giorni. Non sapevo dove fosse. E non si poteva entrare nell'ospedale: c'erano morti ovunque. Alla fine l'ho ritrovato”. Adesso tutti i pazienti sono assistiti da uno staff di sette persone solo due medici e uno studente di medicina, lo stesso che adesso dice:” È stato un disastro, ma non abbiamo potuto fare di più. Non ci sono più farmaci, non c'è personale medico. Sono scappati tutti per paura dei cecchini”.

Commenta Stampa
di Alessia Tritone
Riproduzione riservata ©