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Gli uomini verranno recuperati attraverso speciali capsule

Cile, entro mercoledì i minatori intrappolati saranno liberi


Cile, entro mercoledì i minatori intrappolati saranno liberi
11/10/2010, 18:10

COPIAPO (CILE) -  I 33 minatori cileni intrappolati da diversi mesi a oltre 600 metri di profondità dovrebbero essere liberati entro il prossimo mercoledì. Ad assicurarlo è il ministro delle Attività minerarie,  Laurence Golborne.
Quella che si configura come una delle operazioni di recupero più complesse e lunghe della storia, dovrebbe dunque concludersi con un lieto fine; con gli ingegneri che si dicono abbastanza certi di poter far risalire il primo minatore già dalla mezzanotte di martedì.
Le operazioni di recupero saranno possibili grazie ad un tunnel di riasalita che i soccorritori stanno riforzando con alcuni tubi metallici onde evitare crolli (e tragedie) dell'ultimo minuto. Lungo i circa 625 metri del condotto scavato attraverso numerosi giorni di incessante lavoro, saranno così calate delle speciali capsule progettate proprio per ospitare gli uomini che sono ancora intrappolati in un buio senza soluzione di continuità.
Su Reuters si raccontano anche le dichiarazioni esasperate di Alicia Campos, madre di Daniel Herrera, uno dei minatori cileni che attendono la liberazione:"Sono stanca - lamenta la donna-. Ho passato troppi giorni senza far niente, stando solo seduta a guardare". La signora, in fila per un panino al campo allestito nei pressi dell'entrata della miniera, ha assicurato ai cronisti che farà di tutto affinchè il figlio si decida a cambiare mestiere.
Le operazioni di recupero saranno portate avanti con estrema cautela e, i 33, che hanno stabilito un vero e proprio record di sopravvivenza sotto terra, stanno tentando di mantenere il giusto peso per poter risalire in superficie attraverso le piccole capsule (leggermente più larghe delle spalle di un uomo).
Ognuno di loro dovrà affrontare la risalita verso la luce tenendo gli occhi chiusi e, una volta arrivato in superficie, dovrà indossare degli occhiali scuri per evitare danni alla vista. Poi una procedura di test particolare utilizzata anche con gli austronauti e finalmente la possibilità di riabbracciare mogli, fratelli, padri e madri; da settimane schiacciati da timori ed angoscia e negli ultimi giorni quasi increduli difronte alla possibilità di rivedere i propri cari letteralmente seppelliti a quasi un chilometro di profondità da diverse settimane.

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di Germano Milite
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