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Daniel Zamudio aggredito e seviziato per oltre 6 ore

Cile: muore ragazzo gay torturato da gruppo di neonazisti

Pronta la "Legge Zamudio" contro le discriminazioni

Cile: muore ragazzo gay torturato da gruppo di neonazisti
28/03/2012, 20:03

SANTIAGO DEL CILE - Il Cile è sotto shock, e questa volta non è per un terremoto o uno tsunami. A sconvolgere il paese è stata la morte di Daniel Zamudio, un 24enne gay aggredito lo scorso 6 marzo da un gruppo di neo-nazi, che lo hanno ridotto in fin di vita dopo averlo torturato e colpito per oltre sei ore. Zamudio è morto dopo 24 giorni di agonia. I medici dell'ospedale Posta Central di Santiago non sono riusciti a mantenerlo in vita: il ragazzo aveva avuto tra l'altro una gamba bruciata, un orecchio mozzato e ossa spezzate. L'aggressione era avvenuta nel parco San Borja della capitale e i suoi killer gli avevano anche inciso alcune svastiche sul corpo con dei pezzi di vetro, colpendolo inoltre ripetutamente con una grossa pietra. Nonostante che i medici ne avessero già decretato la morte cerebrale sabato scorso, la famiglia aveva deciso di non staccare la spina. La morte era quindi attesa. Ciò non ha però frenato l'ondata di sdegno di questi giorni in tutto il paese. In centinaia si sono d'altra parte recati all'ospedale per depositare fiori e candele. Nei giorni scorsi, il giovane aveva avuto un arresto cardiaco che lo aveva ulteriormente indebolito: i medici hanno precisato che, viste le sue condizioni di salute in queste ultime ore, difficilmente i suoi organi potranno essere donati. Mentre i genitori del ragazzo continuano a ricevere manifestazioni di solidarietà, gli investigatori proseguono le indagini che hanno portato all'arresto di quattro giovani di un'età compresa tra i 20 ed i 26 anni. Rischiano 40 anni di carcere. «Daniel è stato vittima dell'omofobia, dell'odio che alcuni in questo paese hanno nei confronti di chi ha un orientamento sessuale diverso. Per noi è un martire, ormai è diventato un simbolo dell'integrazione», ha sottolineato Jaime Parada, portavoce del Movimento di liberazione omosessuale di Santiago. «Anche se non con questa gravità, in Cile tutti i giorni capitano cose come queste: la gente pensa che l'attacco a Daniel sia un episodio isolato, ma non è così». A portare le condoglianze ai familiari sono stati diversi ministri e il presidente Sebastian Pinera, che via twitter ha assicurato che l'uccisione di Zamudio «rafforza l'impegno preso dal governo contro ogni discriminazione, a favore di un paese più tollerante». Sulla scia della commozione provocata dal morte del ragazzo, diversi gruppi e organismi hanno chiesto al governo di accelerare l'iter per approvare una legge contro le discriminazioni per l'orientamento sessuale, l'etnia, la razza o le condizioni socio-economico. La normativa, precisano i media, potrebbe chiamarsi “Legge Zamudio”.

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di Valerio Esca
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