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CINA: DIVIETO DI STUDIO PRESSO I BUDDISTI


CINA: DIVIETO DI STUDIO PRESSO I BUDDISTI
18/07/2008, 09:07

Come sempre un governo cinese a due facce, quello che si vede. Da una parte quello che si mostra affabile e ospitale, in vista delle Olimpiadi; dall'altra quello vero: crudele, tirannico, oppressore di qualsiasi forma di libertà.

Ieri la notizia dell'arresto di quasi ottomila persone "colpevoli" di avere seguito quella che in Cina è una normale procedura burocratica. Cioè quando c'è un contrasto con le autorità locali, il cittadino può presentare un ricorso; se questo non viene soddisfatto, può presentare lo stesso ricorso a Pechino. E questo genera un flusso non indifferente di persone che vanno tutti i giorni nella capitale, perchè corruzione, malversazione e cose del genere non sono sconosciute da quelle parti. Ma adesso che ci sono le Olimpiadi, il governo non vuole questo "disturbo" e quindi ha dato ordine di arrestare tutti coloro che verranno a Pechino per questo motivo, fino a dopo le Olimpiadi.

Oggi è stato pubblicato un avviso, che è stato pubblicato dalla Commissione per la disciplina, che si chiama "Trattamento disciplinare per i membri del Partito e per i funzionari del governo che mandano i propri figli a studiare negli istituti della cricca del Dalai Lama all'estero". In questo avviso c'è il divieto di andare a studiare nelle scuole gestite dai buddisti (definiti "la cricca del Dalai Lama") allo scopo di evitare di subire il lavaggio del cervello che il Dalai Lama farebbe ai giovani per spingerli alla ribellione contro il governo.

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di Antonio Rispoli
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