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Sale a 34 il numero delle vittime da inizio 2011

Cina: due nuove immolazioni pro Tibet

A darsi fuoco sono stati due monaci tibetani 20enni

Cina: due nuove immolazioni pro Tibet
20/04/2012, 09:04

PECHINO – Continua la contestazione in Tibet contro la repressione culturale e religiosa condotta da Pechino. Altri due monaci tibetani si sono auto immolati, facendo salire la lista sempre più lunga di manifestanti, che decidono di sacrificarsi in forma di protesta. Le due nuove immolazioni si sono verificate ieri a Barma, città nella prefettura di Aba, nel sud ovest della Cina, teatro a partire dal marzo del 2009 della maggior parte delle immolazioni. Si tratta di due giovani monaci, identificati come Sonam e Choephak Kyap, entrambi laici e sulla ventina, che si sono dati fuoco davanti a un monastero, invocando libertà per la loro terra: la notizia è stata confermata da un monaco buddhista, che ha assistito al duplice suicidio, e anche dall’Ict, la Campagna Internazionale per il Tibet, organizzazione umanitaria con sede negli Stati Uniti. I due uomini, trasferiti in ospedale, sono deceduti poco dopo a causa delle gravissime ustioni riportate. Salì così la lista sempre più lunga di chi decide di sacrificarsi per sostenere l’indipendenza del Tibet dalla Cina: il numero delle vittime di queste immolazioni, infatti, è salito a 34, per quanto riguarda il 2011. Nella maggior parte dei casi si tratta di monaci o monache buddisti, molti dei quali sono sopravvissuti. A Barma, in particolare, la tensione è alle stelle dallo scorso gennaio, quando le forze anti sommossa della polizia spararono sulla folla, uccidendo come minimo una persona.

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di Antonio Formisano
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