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Respinta e rovesciata la richiesta di tutela del marchio

Cina: la Apple deve cambiare nome all'iPad o pagare 1,6 miliardi


Cina: la Apple deve cambiare nome all'iPad o pagare 1,6 miliardi
08/12/2011, 09:12

PECHINO (CINA) - La Cina è da sempre una gigantesca trappola economica per le società europee ed occidentali: offre schiavi (perchè i salari orari sono bassissimi, degni di un sistema schiavistico) a costo bassissimo, ma in cambio prima o poi, nella migliore delle ipotesi, ti ruba i brevetti. O peggio.
L'ha scoperto anche la Apple, a sue spese. Tutto inizia nel 2000, quando una società, la Proview - con sede a Taipei, nell'isola di Taiwan - brevetta il nome iPad in Europa. L'anno successivo viene fatta la stessa cosa in Cina. Quando nel 2009 viene presentata per la prima volta la novità di Steve Jobs, la Apple compra per 55 mila dollari il diritto ad usare il termine iPad dalla Proview in Europa. A questo punto sorge il problema della Cina. Infatti la Apple è convinta di aver acquistato anche i diritti per la Cina; mentre la società di Taipei sottolinea che il nome per la Cina è stato depositato da una società con diverso nome (Proview Shenzen) anche se con gli stessi proprietari.
La Apple a questo punto avvia l'azione legale a difesa del proprio marchio, e qui arriva la sorpresa: il Tribunale non solo respinge le richieste di Cupertino, ma sottolinea che se vuole usare il nome "iPad" in Cina, deve comprarsi i diritti alle condizioni imposte dalla Proview Shenzen. Che essendo sull'orlo della bancarotta, pretende 1,6 miliardi. Se non è una estorsione questa...
Tuttavia, è una salutare lezione, che ovviamente nessuno impara: 1,7 miliardi di abitanti garantiscono mano d'opera in quantità praticamente illimitata e a prezzi bassissimi.

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di Antonio Rispoli
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