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Ma Pechino lamenta l'interferenza degli altri Paesi

Cina: pronta la condanna per il dissidente Lui Xiaobo


Cina: pronta la condanna per il dissidente Lui Xiaobo
24/12/2009, 09:12

PECHINO - Sembra un disco incantato sullo stesso ritornello: ogni volta che si fa presente al governo Cinese che sono un regime dittatoriale, che priva i cittadini di qualsiasi libertà, loro gridano che gli altri Paesi interferiscono con gli affari interni cinesi. E così anche questa volta, nei confronti di un dissidente cinese, Lui Xiaobo. E' accusato di "sovversione contro i poteri dello Stato", una pena che in Cina comporta una condanna fino a 15 anni di reclusione. In realtà ha solamente diffuso via Internet la Carta08, un documento, firmato da 300 personalità, in cui si chiede al governo cinese più libertà democratica, il rispetto dei diritti umani e l'indipendenza della magistratura dal governo. Potrebbe sembrare una richiesta minima, ma per un Paese come la Cina è qualcosa di rivoluzionario. Per cui tutti coloro che hanno collaborato alla stesura e alla diffusione di questo documento sono stati arrestati e messi agli arresti domiciliari, senza processo, o - come in questo caso, processati e condannati.
Naturalmente il fatto ha avuto rilevanza internazionale ed in molti Paesi ci sono state campagne stampe ed informative dell'accaduto, che hanno spinto alcuni Paesi a cercare di contattare il governo per soprassedere alla sentenza. Infatti si sa che in Cina i magistrati sono impiegati statali obbedienti agli ordini del governo. Ed è a questo punto che il governo cinese ha cominicato a lamentarsi delle ingerenze degli altri Paesi negli affari interni cinesi.
Certo che però il governo cinese è strano: se un Paese avanza una richiesta di concedere maggiori diritti civili alle persone, si lamentano che c'è una interferenza negli affari interni; se un Paese accoglie il Dalai Lama, si lamentano che c'è una interferenza negli affari interni.

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di Antonio Rispoli
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